Firenze affida la salvezza e il futuro a Fabio Paratici

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Fiorentina, precipitata all’ultimo posto in classifica dopo la sconfitta sul campo di Parma, ha deciso di affidare le proprie sorti a un volto notissimo del calcio italiano, chiamando a raccolta – in una mossa considerata risolutiva – l’esperienza di Fabio Paratici. Il presidente Rocco Commisso, il quale ha seguito da lontano il disfacimento di un progetto rivelatosi inadatto, ha scelto di puntare sul dirigente già di Juventus e Tottenham per guidare la società fuori dalla crisi più acuta e per ridisegnarne, contestualmente, l’assetto futuro. L’accordo, stando a quanto ricostruito, è stato siglato prima delle festività natalizie e prevede un impegno quadriennale per Paratici, che assumerà il ruolo di Head of Football operando a stretto contatto con la dirigenza esistente, ma godendo di ampia autonomia decisionale soprattutto in merito alle questioni di mercato e all’organizzazione dell’area tecnica.

Un arrivo atteso per cancellare gli errori

L’attesa per l’ufficializzazione, ormai data per certa dagli ambienti che seguono la vicenda, è palpabile, al punto che l’ex portiere e storico dirigente viola Giovanni Galli ha espresso pubblicamente il suo sollievo. “A me Paratici piace come dirigente”, ha dichiarato Galli, sottolineando come “il suo arrivo domattina al Viola Park andrebbe a cancellare gli errori commessi finora”. Una presa di posizione che riflette un malessere diffuso, aggravato da un silenzio istituzionale giudicato poco comprensibile. “È una situazione ridicola, non parla nessuno e escono notizie, mi sembra di vivere in un altro mondo”, ha aggiunto Galli, ponendo una domanda retorica sulla proliferazione di voci in assenza di dichiarazioni ufficiali. La gestione della crisi, insomma, ha finito per apparire opaca agli stessi addetti ai lavori, rendendo ancor più necessario l’ingresso di una figura di chiaro profilo e riconosciuta competenza.

Il compito immediato: una salvezza non epica ma cruciale

Il compito primario di Paratici, il cui arrivo è visto come l’ultima speranza concreta in una stagione iniziata nel peggiore dei modi, sarà quello di garantire la permanenza in Serie A. Un obiettivo che, su un piano puramente teorico e considerando il valore della rosa a disposizione del tecnico Vanoli – rosa giudicata da molti sopravvalutata ma comunque non paragonabile, per nomea e spessore, a quelle di altre squadre relegande – non dovrebbe configurarsi come un’impresa titanica. La squadra, pur con una partita in meno, sconta infatti un distacco di cinque punti dalla zona salvezza, un gap recuperabile a patto di invertire immediatamente una tendenza finora negativa. Il nuovo dirigente dovrà pertanto lavorare, e in fretta, per infondere fiducia e trovare gli aggiustamenti tecnici necessari a risollevare le sorti di un gruppo che ha collezionato soltanto nove punti nel girone d’andata.

La sfida a medio termine: costruire in un contesto privilegiato

Oltre all’emergenza campionato, però, la chiamata di Commisso cela una visione di più ampio respiro. Paratici, infatti, accetta una sfida senz’altro di rango inferiore rispetto all’alta Premier League ma in un contesto che molti dirigenti sognano: un club storico, con una proprietà solida dal punto di vista economico ma non invadente, inserito in una città che per storia e vivibilità rappresenta sempre un’attrattiva per i calciatori. Si tratta di parametri ideali per chi, come l’ex dirigente juventino, deve impostare un progetto a lungo termine, libero dalla pressione costante della vittoria immediata ma con l’ambizione di riportare la squadra a livelli di maggiore competitività. Il lavoro, che partirà ufficialmente dal suo insediamento al Viola Park, prevede una rivoluzione della squadra, con decisioni cruciali su chi dovrà lasciare, chi rimarrà a fare da perno e quali nuovi volti dovranno arrivare per dare un’impronta diversa a un organismo finora troppo fragile.

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