Il buco di tre giorni e il trust miliardario: il giallo della morte di Leonid Radvinsky, l’uomo invisibile che possedeva OnlyFans

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Leonid Radvinsky, fino a pochi giorni fa, era (quasi) un perfetto sconosciuto nonostante fosse il proprietario di OnlyFans, uno degli uomini più ricchi del mondo morto a 43 anni a causa di un tumore della cui esistenza, a dire il vero, nessuno sapeva nulla. Ma ora, attorno alla sua scomparsa, si è addensato un vero e proprio giallo che riguarda la data esatta del decesso: nato in Ucraina e cresciuto a Chicago, padre di quattro figli, Radvinsky aveva costruito il suo impero sull’esibizionismo altrui mantenendo sulla propria vita un riserbo quasi maniacale, un paradosso che sembra aver accompagnato anche i suoi ultimi giorni. Secondo quanto emerge dai documenti societari depositati a Londra, la comunicazione formale della sua cessazione dall’incarico presso la holding Fenix International – la società che controlla la piattaforma – risulta essere stata ricevuta dal registro delle imprese già il 20 marzo, ben tre giorni prima dell’annuncio ufficiale dato dall’azienda, avvenuto il 23 marzo. Questo scarto temporale, questo “buco” di 72 ore, rappresenta ora il nodo centrale di un mistero che avvolge il passaggio di consegne di un impero da miliardi di dollari, sollevando interrogativi sulla gestione dell’eredità e sulla catena di comando nei frangenti immediatamente successivi alla scomparsa del patron.

La successione inattesa: dal no-profit al porno miliardario

Con la morte di Radvinsky, il controllo della piattaforma per adulti più controversa del web è finito nelle mani di colei che, fino a ieri, ne era rimasta completamente fuori dai riflettori: la moglie, Yekaterina “Katie” Chudnovsky. Avvocata, madre dei quattro figli della coppia, la sua immagine pubblica si era costruita su basi diametralmente opposte a quelle del business per adulti; le biografie che la riguardano la descrivono come una filantropa impegnata nel sostegno alla ricerca sul cancro, una donna che ama insegnare ai figli “l’importanza di restituire qualcosa” e che predilige le passeggiate sulla spiaggia. Eppure, sarà proprio lei, attraverso il trust familiare (LR Fenix Trust) costituito dal marito otto mesi prima della morte, a detenere le chiavi del destino di OnlyFans. Una figura, quella di Chudnovsky, che passa quindi dall’essere una dirigente per una non meglio precisata azienda tecnologica globale e una sostenitrice di cause benefiche – nel 2024 la coppia aveva sostenuto un programma di borse di studio da 23 milioni di dollari per la ricerca sul cancro – a custode di un colosso che genera ricavi per 1,4 miliardi di dollari con appena 46 dipendenti, trattenendo il 20% dei guadagni di oltre 4,6 milioni di creator.

I preparativi e il vuoto societario

La gestione operativa, nel frattempo, è passata nelle mani del direttore finanziario Lee Taylor, mentre il destino strategico dell’azienda resta sospeso in un limbo fatto di speculazioni e dossier. Fonti vicine all’ambiente dei creatori di contenuti, come Andy Bachman, ceo di Creators Inc., hanno rivelato al *New York Post* che gli addetti ai lavori erano a conoscenza dei problemi di salute di Radvinsky da tempo, e che la sua scomparsa “non è stata improvvisa”, lasciando intendere che ci siano stati “molti preparativi” per garantire la resilienza dell’azienda. Questo quadro, se da un lato suggerisce una pianificazione accurata, dall’altro non spiega il ritardo di tre giorni nella comunicazione pubblica. La holding Fenix International ha formalizzato l’uscita di Radvinsky dagli uffici londinesi il 20 marzo, ma solo il 23 è arrivato l’annuncio ufficiale che parlava di una morte “avvenuta serenamente dopo una lunga battaglia”. In mezzo, c’è un vuoto che alimenta il giallo: questioni ereditarie, assetti di potere all’interno del trust, o semplicemente il tempo necessario per mettere in sicurezza un’operazione da miliardi di dollari?

L’impero dell’invisibilità

La vicenda umana di Leonid Radvinsky rimane impressa per il suo paradosso esistenziale: un uomo talmente riservato da esistere agli occhi del pubblico attraverso un’unica, sola fotografia, eppure artefice di una macchina economica che ha rivoluzionato l’industria per adulti, rendendola mainstream e accessibile. Nato a Odessa e cresciuto a Chicago, con una laurea in Economia alla Northwestern University, Radvinsky aveva iniziato nel settore con MyFreeCams, per poi acquisire Fenix International nel 2018, trasformando OnlyFans in un fenomeno globale durante la pandemia. La sua ricchezza, stimata in circa 4,7 miliardi di dollari dal *Forbes*, era custodita in una lussuosissima residenza a Miami, un grattacielo fronte mare a Sunny Isles Beach con un appartamento da 550 metri quadrati. E proprio in quella torre di vetro e acciaio, simbolo di una ricchezza tanto ostentata quanto invisibile, si è chiusa la parabola di questo imprenditore. Ora, mentre il registro delle imprese di Londra conserva la data del 20 marzo come ultimo atto formale di Radvinsky, tutto il potere contrattuale – inclusa la possibilità di avviare le trattative per la vendita di una quota di maggioranza dell’azienda, valutata intorno ai 5,5 miliardi di dollari – è finito nelle mani della vedova e del trust di famiglia. Una partita, quella per il controllo di OnlyFans, che si gioca ora lontano dai riflettori, tra i meandri di un trust costituito in una giurisdizione protetta e le decisioni di una donna la cui immagine pubblica, fino a ieri, era quella della filantropa accanto al marito malato.

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