Francia, la rivolta dei licei tra aggressioni e scontri: Lecornu convoca la cellula di crisi
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Redazione Esteri
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Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha convocato per le 13 una cellula interministeriale di crisi al ministero dell'Interno per fronteggiare l'ondata di proteste studentesche che da giorni paralizza gli istituti superiori di mezza Francia e che da oggi si è allargata anche a diverse università. La riunione, anticipata da diverse fonti transalpine, vedrà la partecipazione dei ministri dell'Interno, dell'Insegnamento superiore e della Giustizia.
La mobilitazione, iniziata lo scorso 25 settembre a Parigi per iniziativa dei liceali, si è rapidamente propagata a Lione, Lille, Strasburgo, Marsiglia e Nizza, raggiungendo nella sola giornata di ieri 356 istituti secondo i dati delle autorità, mentre oggi il movimento si estende ai campus universitari con una trentina di sedi bloccate tra Parigi, Reims, Poitiers e Nanterre.
L'aggressione al liceo Victor Hugo di Marsiglia
L'episodio più grave si è verificato a Marsiglia, dove secondo la Région Provence-Alpes-Côte d'Azur il preside, il vicepreside, la segretaria generale e un altro responsabile dell'équipe scolastica del liceo Victor Hugo sono stati aggrediti all'interno dell'istituto e cosparsi di benzina. Nella stessa città, davanti al liceo Saint-Exupéry, un gruppo di studenti ha accerchiato e poi incendiato un camion dei vigili del fuoco.
La procura di Marsiglia ha reso noto che tra 15 e 20 persone sono in stato di fermo nell'ambito delle proteste, in prevalenza minorenni. Le conseguenze si sono ripercosse anche sui trasporti pubblici: la Rtm ha sospeso completamente il servizio di metro, tram e autobus dopo che diversi dipendenti, tra cui un autista, sono stati aggrediti e un mezzo è stato incendiato.
Il bilancio degli scontri e le indagini della polizia
Il bilancio complessivo degli scontri è pesante: 625 persone sono state arrestate dall'inizio dei blocchi e 119 tra studenti e personale scolastico hanno riportato ferite, mentre 83 agenti delle forze dell'ordine sono rimasti feriti. L'Ispettorato generale della polizia nazionale ha avviato tre inchieste dopo che alcuni studenti sono stati colpiti durante i blocchi, tra cui un giovane rimasto gravemente ferito alla testa a Tours per lesioni giudicate "compatibili" con un colpo di lanciatore di proiettili di difesa.
Ulteriori episodi di tensione si sono registrati a Nantes, dove un incendio ha danneggiato il liceo Nelson Mandela, ad Auchel nel Pas-de-Calais, con un preside colpito da un petardo, e nella zona di Nizza e Antibes, dove la prefettura ha fermato una cinquantina di persone.
Le rivendicazioni degli studenti e la stretta del governo
Gli studenti contestano quella che definiscono una progressiva carenza di risorse destinate all'istruzione pubblica, denunciando classi sovraffollate, l'insufficiente numero di docenti e le difficoltà legate al meccanismo di accesso all'università. Il ministro dell'Educazione Édouard Geffray ha parlato di violenze "di estrema gravità" che "vanno ben oltre la sola questione della scuola", disponendo che le lezioni si svolgano a distanza qualora danneggiamenti o blocchi impediscano di accogliere gli studenti in condizioni di sicurezza.
Il governo ha inoltre deciso l'annullamento, almeno fino a lunedì, di tutti i viaggi e gli spostamenti previsti nell'agenda dei ministri. Geffray ha anche annunciato l'apertura di una piattaforma di concertazione per raccogliere le rivendicazioni degli studenti e una "restituzione nazionale" per apportare risposte strutturate.
Le accuse politiche e la richiesta di interdizione di LFI
Sul piano politico, la destra e l'estrema destra hanno puntato il dito contro La France insoumise, accusandola di strumentalizzare il movimento studentesco. La candidata del Rassemblement National Marine Le Pen ha attribuito a Jean-Luc Mélenchon una "pesante responsabilità" nella situazione, sostenendo che il leader insoumise si sarebbe recato personalmente davanti ai licei per aizzare i giovani e avrebbe invitato i suoi militanti all'insurrezione.
Il presidente dei Républicains Bruno Retailleau è andato oltre, affermando che "si pone la questione dell'interdizione di LFI" e definendo il partito "fascinato dalla violenza" e capace di "organizzare l'insurrezione". Mélenchon ha replicato direttamente a Le Pen, sostenendo che LFI "fa la scelta di proteggere i giovani contro la violenza degli amici della signora Le Pen nella polizia".
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