La classifica parla: nel bene e nel male non è ancora finita
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Redazione Sport
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Dall’alba rossa alla notte nerazzurra, la domenica appena trascorsa ha regalato emozioni contrastanti, con due gradi di amarezza che, però, non possono essere paragonati. Se per la Ferrari si è trattato di un’ennesima delusione, nonostante i proclami invernali e l’ottimismo generato dall’epilogo della stagione precedente – culminato con l’ingaggio di Lewis Hamilton, il pilota più titolato del lotto – per l’Atalanta la serata è stata comunque storica. Mai prima d’ora, infatti, la squadra bergamasca si era trovata a disputare una partita che poteva valere il primato in classifica a questo punto del campionato.
Le parole di Lele Adani, durante l’ultima puntata della Domenica Sportiva, hanno sottolineato la solidità dell’Inter, capace di imporre il proprio gioco contro un’Atalanta che, sotto la guida di Gasperini, raramente si era trovata in difficoltà tanto evidenti. “Credo sia la prima volta – ha commentato Adani – che l’Atalanta, da quando è allenata da Gasperini, non riesce a creare grandi occasioni da gol. Questo la dice lunga sulla forza dell’Inter, non solo in fase difensiva, ma anche nella capacità di sfruttare i momenti giusti per colpire”.
Anche Beppe Bergomi ha analizzato la partita, evidenziando come l’Inter riesca a mettere in crisi l’Atalanta grazie al suo stile di gioco. “L’Inter – ha spiegato – è una squadra che punta molto sul palleggio, rendendo difficile per l’avversario andarla a prendere uomo su uomo. Nel primo tempo, l’Atalanta è stata un po’ troppo prudente, concedendo subito l’occasione del palo a Thuram. Poi, è riuscita a riorganizzarsi, giocando un buon primo tempo, ma il gol nella ripresa ha spezzato l’equilibrio”.
Sandro Sabatini, in collegamento con Pressing su Mediaset, non ha esitato a sbilanciarsi, definendo l’Inter “dominante” e aprendo una riflessione sul possibile scudetto. La vittoria a Bergamo, accompagnata dal discusso rosso mostrato a Ederson, ha ulteriormente consolidato l’immagine di una squadra che, partita dopo partita, dimostra di avere tutte le carte in regola per lottare fino alla fine.




