Ilaria Salis, attivista italiana, liberata da un carcere ungherese

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ilaria Salis, attivista italiana e maestra elementare di sinistra radicale, è stata liberata dal carcere di massima sicurezza di Gyorskocsi Ucta, in Ungheria, dove era rinchiusa da 15 mesi. Salis era stata accusata di una duplice aggressione a militanti di estrema destra il 10 febbraio 2023, in occasione del cosiddetto Giorno dell’Onore dei nostalgici neonazisti.

Il ruolo del governo italiano

Il governo italiano ha lavorato sottotraccia nelle ultime settimane per disinnescare il caso Salis. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che la decisione di liberare Salis è stata presa dal tribunale di Budapest, ma ha sottolineato il ruolo svolto dall'Italia.

La decisione del tribunale

Il tribunale di Budapest ha accolto la nuova istanza di arresti domiciliari presentata dagli avvocati milanesi di Salis, Eugenio Losco e Mauro Straini. Questa decisione ha sorpreso molti, ma non il governo italiano. Tre giudici ungheresi hanno ribaltato la decisione del loro collega che conduceva il processo a carico di Salis.

Le condizioni della liberazione

Salis sarà posta agli arresti domiciliari in una casa privata in Ungheria, per ora. Potrebbe poi essere trasferita in Italia. Dovrà indossare un braccialetto elettronico e potrà uscire dal carcere dopo il pagamento di una cauzione di 40mila euro. La cauzione sarà a carico della famiglia di Salis, con l'aiuto di una colletta promossa dalla stessa protagonista.

La candidatura di Salis

Salis è ora candidata alle elezioni europee con Alleanza Verdi Sinistra. La sua candidatura potrebbe aver influito sulla decisione della corte ungherese di liberarla. Se eletta, Salis otterrà l'immunità parlamentare.

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