Il bacio celeste tra Giove e Venere illumina la sera del 9 giugno
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La sera di martedì 9 giugno 2026 il cielo sopra l’Italia offre uno spettacolo che, a ben vedere, non ha nulla di romantico se non la suggestione dei nomi: i due pianeti più brillanti del sistema solare, Venere e Giove, si trovano in congiunzione ravvicinata. Poco dopo il tramonto – che a Roma, per fare un esempio, è previsto intorno alle 20:44 – chi alza lo sguardo verso la volta celeste, nella fattispecie in direzione ovest-nordovest, può osservare due punti luminosissimi separati da una distanza angolare minima.
Si tratta di un fenomeno puramente prospettico, sia chiaro: se da noi vengono definiti "baci", in realtà Giove dista circa 900 milioni di chilometri dalla Terra, mentre Venere, molto più vicina, si trova a "soli" 180 milioni di chilometri. La loro vicinanza apparente, che stasera raggiunge il culmine, è un gioco di posizioni che incuriosisce anche i meno esperti.
L’orario perfetto per osservare l’incontro
L’attesa, per chi volesse godersi il fenomeno senza l’ausilio di alcun telescopio, deve prolungarsi fino a circa le 21:47, momento in cui i due corpi celesti raggiungono la minima distanza angolare, pari a un grado e 36 primi (1°36'). Una separazione, quest’ultima, che corrisponde all’incirca a tre volte il diametro apparente della Luna piena o, se preferite, alla larghezza di un mignolo tenuto a braccio teso.
Ovviamente gli orari del tramonto variano a seconda della latitudine: a Milano l’appuntamento con il crepuscolo è più tardi, attorno alle 21:10, mentre a Bari già poco dopo le 20:20 il Sole scompare all’orizzonte. In ogni caso la finestra di osservazione, della durata di circa un paio d’ore, si chiude quando entrambi i pianeti tramontano, tra le 22:30 e le 23:00.
Non solo Venere e Giove: tutti i protagonisti del firmamento
Arricchiscono la scena anche altri corpi celesti, a dimostrazione di come questa congiunzione sia particolarmente generosa. Verso destra dei due giganti – Giove con la sua magnitudine -1.8 e Venere, molto più abbagliante, con i suoi -4.0 – si intravedono infatti le due stelle principali della costellazione dei Gemelli, Castore e Polluce.
Mercurio, solitamente elusivo a causa della sua vicinanza al Sole nel cielo, partecipa alla festa posizionandosi più in basso e a destra della coppia principale, regalando la rara opportunità di osservare tre pianeti quasi in fila in una sola serata.
Per gli appassionati che non potessero uscire di casa o fossero ostacolati dal maltempo, il Virtual Telescope Project, guidato dall’astrofisico Gianluca Masi, trasmette una diretta streaming a partire dalle 21:30, sfruttando i suoi strumenti robotici installati a Manciano, in provincia di Grosseto, considerato uno dei cieli più bui d’Italia.
Uno spettacolo a occhio nudo (ma con qualche accorgimento)
Non serve alcuna attrezzatura particolare per assistere a questo "bacio celeste", termine che gli astrofili utilizzano per descrivere questi avvicinamenti prospettici. La luminosità dei due pianeti, infatti, li rende immediatamente riconoscibili anche nei contesti urbani, purché non vi siano ostacoli come palazzi o alberi che ostruiscano la visuale verso ovest. È bene ricordare, però, di attendere che il Sole sia completamente scomparso oltre l’orizzonte prima di cercarli: guardare nella direzione dell’astro di giorno, senza filtri adeguati, potrebbe causare danni permanenti alla retina.
Una volta calata la notte, lo spettacolo prosegue in autonomia, con Venere che apparirà leggermente più in alto e a destra rispetto al gigante gassoso. Nei prossimi giorni, in particolare il 17 giugno, il falcetto di Luna crescente farà loro compagnia, anche se la distanza tra i due pianeti sarà ormai destinata ad aumentare sensibilmente.




