Danza nel cielo di giugno, Giove e Venere si sfiorano nel crepuscolo
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L’estate, che sia quella meteorologica iniziata ufficialmente il primo giugno o quella astronomica in arrivo il giorno 21 alle 10.24, trova il suo preludio più affascinante non nelle temperature, bensì in un abbraccio planetario osservabile a occhio nudo. La prossima settimana, per la precisione nella serata del 9 giugno, il cielo occidentale regalerà uno spettacolo che chiunque, armato di sola pazienza, potrà ammirare: Giove e Venere, i due corpi celesti più brillanti del nostro orizzonte, si troveranno a una distanza apparente di appena 1,6 gradi.
Una vicinanza tale, spiegano gli esperti, che basterà tendere un braccio verso l’orizzonte per coprirli entrambi con il solo pollice. Non si tratta, lo si capisce, di un fenomeno rarissimo nel cielo, ma l’eccezionale luminosità dei due pianeti e la loro straordinaria prossimità prospettica lo renderanno un evento memorabile per gli appassionati, ma anche per il semplice curioso che alzi lo sguardo dopo cena.
Inganni prospettici e un terzo incomodo all'orizzonte
L’appuntamento è dunque subito dopo il tramonto, quando il cielo inizia a scurire (circa tre quarti d’ora dopo il calare del sole), guardando verso la costellazione dei Gemelli dove spiccano, immutabili, le stelle Castore e Polluce. Per capire la portata di questo fenomeno, occorre però ricordare un paradosso ottico: sebbene Giove sia dieci volte più grande della Terra (mentre Venere ha dimensioni simili al nostro pianeta), al telescopio il gigante gassoso apparirà grande il doppio della sua compagna di danza.
La ragione, ovviamente, sta nelle distanze siderali: Venere si trova a “soli” 180 milioni di chilometri da noi, mentre il primo dei giganti gassosi orbita a una distanza di circa 900 milioni di chilometri. È la vicinanza al Sole, inoltre, oltre alla sua spessa coltre di nubi riflettenti, a rendere Venere mille volte più brillante di Giove, nonostante le dimensioni reali di quest’ultimo ne facciano un signore del sistema solare.
Ad accompagnare i due, come se volesse entrare nella conversazione, ci sarà anche Mercurio: il più sfuggente dei pianeti farà capolino molto basso sull’orizzonte, a destra della coppia, prima di scomparire definitivamente nel buio.
Un calendario di giugno tra luna, stelle e divulgazione a Lecco
Se la congiunzione del 9 giugno rappresenta sicuramente il clou del mese, non si può certo dire che il cielo sia avaro di sorprese nel resto del calendario. L’Unione Astrofili Italiani ricorda che, proprio in questi giorni, Mercurio si troverà nelle sue migliori condizioni di osservabilità serale, mentre nei giorni successivi la Luna farà da cicerone prima a Saturno e poi a Marte, visibili invece nelle ore che precedono l’alba.
Da segnare in agenda, per chiudere il mese in bellezza, c’è anche la cosiddetta “Luna delle Fragole”, la prima luna piena dell’estate, che illuminerà la notte del 29 giugno. Per chi non si accontenta di guardare il cielo, ma desidera comprenderlo, il Planetario di Lecco si trasformerà in un vivace palcoscenico culturale: tra conferenze sui buchi neri, concerti al chiaro di luna, sessioni di yoga e persino un focus sull’intelligenza artificiale, la rassegna offre un ponte tra la scienza dura e la contemplazione filosofica dell’universo.
Dettagli pratici per l'osservazione della congiunzione
Per godere appieno dello spettacolo offerto da Giove e Venere, bastano pochi e semplici accorgimenti. Bisognerà cercare un punto con l’orizzonte occidentale libero da ostacoli come palazzi o alberi, perché i due pianeti, sebbene brillantissimi, si troveranno ancora relativamente bassi nel crepuscolo. L’orario ideale si aggira intorno alle 21.15, momento in cui, dopo il tramonto, il contrasto tra la luce dei pianeti e lo sfondo scuro diventa ottimale.
Sarà uno spettacolo, insomma, che non richiede telescopi né costose attrezzature: chiunque potrà assistere a questo “abbraccio” celeste, assistendo a un perfetto gioco di geometrie cosmiche che, per qualche minuto, farà sentire la Terra un po’ meno sola sotto la volta delle stelle.




