Mario, il principe Alberto e Charlène nel salto spaziale del Ballo della Rosa tra futurismo e memoria di Grace
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sabato 21 marzo, con l’equinozio di primavera a segnare il cambio di stagione e la Salle des Étoiles dello Sporting Monte-Carlo trasformata in una sorta di set cinematografico a tema galattico, si è celebrata la settantesima edizione del Ballo della Rosa, appuntamento che da sempre rappresenta, per il Principato di Monaco, il primo vero banco di prova mondano dell’anno. A organizzare la serata, la cui tradizione si intreccia inscindibilmente con la figura di Grace Kelly, è stata la Fondazione Principessa Grace, presieduta dalla principessa Carolina di Hannover: proprio lei, del resto, ne ha voluto curare personalmente l’allestimento, affidandosi all’estro di Christian Louboutin e alla visione di Benoît Miniou, un creatore di immagini capace di mescolare presente e futuro in un connubio che, questa volta, ha preso la forma di un vero e proprio viaggio interstellare.
Un’edizione da “Galaxy Rose Ball” con rievocazioni futuriste e il richiamo alla musa
L’edizione 2026, ribattezzata *Galaxy Rose Ball*, ha abbandonato gli schemi più tradizionali del galà per abbracciare un’estetica marcatamente fantascientifica: effetti speciali, laser, suoni di astronavi in fase di decollo. E così, mentre gli ospiti si spostavano idealmente da un pianeta all’altro, l’intrattenimento cambiava registro, alternando momenti musicali a tombolate con premi di prestigio. Il tutto per mantenere viva quella duplice anima dell’evento – solidale e spettacolare – che ne ha decretato il successo fin dalla sua prima edizione. Carolina di Hannover, nel richiedere questa trasformazione scenica, ha voluto probabilmente sottolineare la natura ibrida della serata: un omaggio alla memoria della madre, Grace, che ne è stata la musa ispiratrice, e al contempo una proiezione verso un’estetica contemporanea, capace di attrarre un pubblico internazionale sempre più variegato.
Alberto e Charlène in pista, l’alta società e l’arrivo dalla lontana Tokyo
A movimentare ulteriormente la serata, che ha fatto registrare il tutto esaurito con un costo per il posto a tavola fissato a 1.800 euro, è stata la presenza costante dei membri della famiglia Grimaldi. Il principe Alberto e la principessa Charlène, lei in un elegante modello monospalla che ha richiamato l’attenzione dei fotografi, sono scesi in pista per ballare fra gli effetti speciali, mescolandosi agli altri ospiti in un clima che, a dispetto del cerimoniale, ha mostrato un lato più informale e partecipato. La lista degli invitati, come di consueto, ha riunito il gotha internazionale, con esponenti dell’alta società e personalità provenienti da diversi settori: dall’arte alla moda, fino allo spettacolo. Fra i volti più noti spiccavano lady Kitty Spencer, il cui abbigliamento ha suscitato l’interesse dei cronisti di moda, e il pilota Charles Leclerc, presente in giacca e papillon a rappresentare quel legame sempre più stretto tra il principato e il mondo della Formula 1.
La principessa Akiko dal Giappone e la settantesima edizione tra continuità e rinnovamento
Un tocco di esotismo e di continuità dinastica, in questa edizione dal sapore “spaziale”, è arrivato da Tokyo con la principessa Akiko del Giappone, la cui presenza ha ribadito il ruolo del Ballo della Rosa come crocevia internazionale per le famiglie reali e le aristocrazie. La coincidenza con l’inizio della primavera, leggera e mondana, ha fatto da sfondo a una serata che, a settant’anni dalla prima edizione, cerca di rinnovarsi senza mai dimenticare il proprio lascito. La scelta di mescolare elementi di fantascienza con il rigore dell’alta rappresentanza, del resto, ha rappresentato il filo conduttore di una notte in cui la tradizione – incarnata dal ricordo di Grace Kelly – si è confrontata con un linguaggio visivo contemporaneo, capace di parlare a un pubblico globale.




