Charlotte Casiraghi, l’assenza che nessuno nomina ma che tutti notano al Ballo della Rosa 2026

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sulla Croisette, o meglio, tra le luci fredde e le scenografie metalliche della Salle des Étoiles dello Sporting Monte-Carlo, c’era un vuoto che nessuno ha avuto il coraggio di riempire a parole. Mentre la settantesima edizione del Ballo della Rosa, trasformata per l’occasione in una navicella spaziale sotto la direzione artistica di Christian Louboutin, accoglieva i membri più influenti dell’alta società e le teste coronate d’Europa, una delle presenze più attese è mancata all’appello. Charlotte Casiraghi, figura centrale e musa indiscussa delle ultime edizioni, non ha calcato il tappeto argentato che portava all’interno della discoteca futurista, un’assenza tanto più pesante se si considera che sua madre, la principessa Carolina di Monaco, è da sempre l’anima e la presidentessa della serata.

È proprio Carolina, che ha ereditato il compito di organizzare questo gala dalla celebre madre Grace Kelly, a fare gli onori di casa. L’edizione 2026, che portava il tema "Galaxy Rose Ball", ha visto la principessa sfoggiare un look sobrio ma spaziale di Chanel, mentre al suo fianco posavano per i fotografi gli altri figli. C’era Pierre Casiraghi, impeccabile, con la moglie Beatrice Borromeo che ha scelto un voluminoso abito nero di Dior, capace di bilanciare l’architettura sartoriale con l’eleganza classica; c’era la giovane Alexandra di Hannover, in un azzurro ghiaccio Prada che ricordava lo stile della nonna Grace.

Tuttavia, a far notare la differenza sono state due figure femminili che hanno dettato legge in fatto di tendenze. Charlène di Monaco e Beatrice Borromeo, pur muovendosi su registri stilistici opposti, hanno condiviso un elemento comune: la scelta del monospalla. Una coincidenza che ha segnato visivamente la stagione della couture. La principessa Charlène, sempre molto attenta ai dettagli, ha interpretato il dress code galattico con un modello luminoso firmato Elie Saab, costruito su una palette argentea e impreziosito da superfici scintillanti che riflettevano la luce con un effetto quasi liquido, confermando il monospalla come una delle linee più forti per gli abiti da cerimonia. Dall’altra parte, Beatrice Borromeo ha offerto una visione più scultorea e drammatica, affidandosi alla maison Dior per un gioco di volumi che ha catturato l’attenzione senza bisogno di paillettes.

A distogliere per un attimo lo sguardo dalla famiglia regnante, e forse a coprire l’assenza di Charlotte, ci ha pensato un’altra coppia, fresca di nozze. A un mese esatto dal matrimonio civile celebrato nel municipio di Monte Carlo, Charles Leclerc e Alexandra Saint Mleux – oggi Alexandra Leclerc – hanno scelto proprio il Ballo della Rosa per la loro prima uscita ufficiale da marito e moglie. Un debutto atteso, quello della coppia, che ha portato una ventata di modernità e un’attenzione mediatica quasi paragonabile a quella riservata ai reali. Lui, in smoking nero con un tocco di classe come la cravatta a farfalla; lei, romantica e fuori tema rispetto all’argento dominante, ha indossato un abito rosa satinato di Nina Ricci, con scollo a barchetta e maniche drappeggiate, un omaggio floreale che ha rotto la monocromia spaziale della serata.

La serata, va ricordato, non è solo mondanità. Il Ballo della Rosa, istituito nel lontano 1954 dalla principessa Grace, ha una funzione benefica ben precisa: raccoglie fondi per sostenere i progetti della Fondazione a lei intitolata, attiva nella ricerca medica e nel sostegno ai bambini in difficoltà. Quest’anno, l’atmosfera era particolarmente suggestiva. La Salle des Étoiles era stata trasformata in un vero e proprio ponte di comando spaziale, con oblò illuminati ed effetti laser che hanno accompagnato i circa ottocento invitati, tra cui spiccava l’ospite d’onore, la principessa Akiko del Giappone, cugina dell’imperatore Naruhito, presente per celebrare i vent’anni delle relazioni diplomatiche tra il Principato e il Giappone.

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