Un giovane operaio muore a maniago: tragedia sul lavoro per Daniel Tafa, appena 22 anni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Era appena passata l’una di notte quando Daniel Tafa, ventiduenne di Vajont, ha perso la vita nello stabilimento della Stm di Maniago, azienda specializzata nello stampaggio a caldo di componenti industriali. Il giovane, che il giorno prima aveva festeggiato il compleanno, stava riavviando una linea di produzione collegata a un forno quando lo stampo su cui lavorava – portato a temperature elevatissime – si è frantumato. Una scheggia incandescente, proiettata con violenza, lo ha colpito alla schiena, uccidendolo sul colpo.

Quella che doveva essere un’operazione di routine, ripetuta decine di volte senza intoppi, si è trasformata in una trappola mortale. L’impianto, utilizzato per la lavorazione di ingranaggi in acciaio, è diventato in un attimo il teatro di una tragedia annunciata solo dal boato dello stampo che esplodeva. I soccorsi, seppur immediati, non hanno potuto far altro che constatare il decesso.

La notizia ha scosso non solo Maniago, ma l’intero Friuli Venezia Giulia, dove il governatore Massimiliano Fedriga ha espresso "il più profondo cordoglio" a nome della Regione, rivolgendosi alla famiglia, ai colleghi e a quanti hanno conosciuto il giovane. Tafa, originario di San Vito al Tagliamento ma residente a Vajont, era entrato da poco nel mondo del lavoro, e la sua morte riaccende il dibattito sulla sicurezza negli ambienti industriali, spesso al centro di polemiche per ritardi nelle verifiche o mancate manutenzioni.

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