Luca Perazzini e Cristian Gualdi morti sul Gran Sasso
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Redazione Interno
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All'indomani del ritrovamento dei corpi di Luca Perazzini e Cristian Gualdi, i due alpinisti morti sul Corno del Gran Sasso, emergono dettagli sulle ultime ore di vita dei due amici. Dopo essere stati sorpresi da una tempesta di neve e ghiaccio nel vallone dell'Inferno, a 2.400 metri di altezza, i due hanno cercato di resistere al gelo, scambiandosi parole di incoraggiamento fino alla fine. Le salme, recuperate il 27 dicembre, sono state trasportate all'obitorio di Teramo, dove il medico legale Giuseppe Sciarra ha certificato la morte per assideramento.
Le operazioni di soccorso, rese difficili dalle avverse condizioni meteorologiche, sono state coordinate da Alessandro Marucci, capo stazione del Soccorso Alpino dell'Aquila, che ha espresso amarezza per l'esito tragico delle ricerche. I soccorritori hanno trovato i corpi dei due alpinisti a poca distanza l'uno dall'altro, segno che, nonostante la distanza, riuscivano ancora a comunicare tra loro.
Il sindaco di Santarcangelo, Filippo Sacchetti, ha aperto la seduta del consiglio comunale con un discorso in ricordo di Luca e Cristian, sottolineando il loro amore per la montagna e il dolore per la loro perdita. Le esequie si terranno il 2 gennaio, con due cerimonie separate a Santarcangelo, per permettere ai familiari e agli amici di dare l'ultimo saluto ai due alpinisti.
La tragedia ha scosso profondamente la comunità locale, che si stringe attorno alle famiglie delle vittime in questo momento di lutto.




