Carrefour diventa GS: a Torino la trattativa con i sindacati è in stallo
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Redazione Economia
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Mentre il rebranding dei punti vendita, che torneranno all’originario marchio GS, procede nei fatti – come dimostra il caso emblematico dell’ipermercato di Burolo, già ribattezzato “la Porta di Ivrea” – le trattative per definire il futuro di migliaia di lavoratori rimangono in un limbo preoccupante. La NewPrinces spa, che ha acquisito il gruppo nel 2025 trasformandosi nel primo operatore alimentare italiano, ha infatti sin qui eluso gli incontri sindacali formalmente richiesti per illustrare il proprio piano industriale, un passaggio ritenuto ineludibile dalla UilTuCs dopo un’operazione di tale portata. La questione, che coinvolge direttamente oltre undicimila dipendenti, non riguarda soltanto la salvaguardia dei livelli occupazionali, ma investe interrogativi cruciali sul modello commerciale futuro, sul destino della sede centrale e della rete logistica, nonché sulle prospettive del franchising e dell’assetto contrattuale.
Il piano industriale e le richieste in sospeso
L’incontro fissato per il 29 gennaio rappresenta, dunque, un primo appuntamento formale carico di aspettative, dopo un periodo di silenzio che i rappresentanti dei lavoratori hanno vissuto con crescente apprensione. Il confronto, che si annuncia complesso, dovrà necessariamente tradursi in risposte chiare su un disegno strategico che, per ora, è stato tratteggiato pubblicamente soltanto dal vertice aziendale in termini di visione commerciale. Angelo Mastrolia, amministratore delegato di Princes Retail, ha delineato infatti un progetto ambizioso di rilancio, imperniato su una forte espansione dei prodotti a marchio del gruppo – che dovranno raggiungere almeno il 20% dell’assortimento per poi puntare al 50% – e su una revisione della politica dei prezzi, attribuendo all’industria la responsabilità dei rincari che, a suo dire, danneggiano l’intero sistema.
La strategia operativa e il rebranding in corso
Parallelamente al negoziato sindacale, l’integrazione operativa va avanti, rivelando la volontà di imprimere una netta discontinuità con il recente passato. L’operazione, che si inserisce in una strategia di integrazione verticale lungo tutta la filiera agroalimentare, mira a riportare in vita uno storico simbolo della distribuzione italiana. Il caso dell’ex Carrefour di Burolo, in provincia di Torino, è esemplare: l’insegna, pur destinata a rimanere visibile per un periodo transitorio di due anni, è stata già sostituita nella comunicazione locale da un nuovo concept, “la Porta di Ivrea”, sancendo simbolicamente il ritorno a un’identità commerciale radicata nel territorio. Un’operazione di marketing che anticipa cambiamenti ben più sostanziali negli assortimenti e nella gestione.
Le sfide tra rilancio e responsabilità sociale
La sfida per NewPrinces si gioca quindi su un duplice binario, entrambi delicati: da un lato, c’è la necessità di rinnovare l’offerta commerciale in un mercato saturo e sensibile alle dinamiche di prezzo, come sottolineato dallo stesso Mastrolia quando osserva che i listini elevati finiscono per comprimere i consumi; dall’altro, pesa l’onere di gestire una transizione colossale in modo socialmente responsabile, garantendo trasparenza e stabilità a un’intera forza lavoro. La posta in gioco è alta, perché il successo dell’operazione non si misurerà soltanto nei bilanci o nella quota di prodotti a marchio proprio sugli scaffali, ma anche nella capacità di costruire un dialogo costruttivo, partendo proprio da quel tavolo di fine gennaio tanto atteso.




