Cagliari, il gesto estremo di Felici: gioca coi legamenti rotti e sbaglia il rigore
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Redazione Sport
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Un episodio di coraggio, o forse di incoscienza, ha segnato l'ottavo di finale di Coppa Italia tra Napoli e Cagliari, trasformando ciò che in campo sembrava un normale contrasto in una vicenda dai risvolti drammatici. Mattia Felici, l'ala rossoblù entrata nella ripresa, si era infatti fermato a pochi minuti dalla fine dei tempi supplementari, accusando un dolore acuto al ginocchio sinistro dopo uno scontro di gioco; un malessere che, pur visibile, non aveva suscitato allarmi eccessivi, tanto da consentirgli di rimanere in campo fino al fischio finale. La partita, che si era conclusa sull'1-1 dopo i supplementari, si è decisa ai rigori, in una serie infinita e tesa che ha visto anche l'estroso intervento del portiere Milinkovic: e proprio in quella circostanza, l'esterno, stringendo i denti, si è presentato al dischetto per calciare il suo tiro, che ha però trovato il palo.
Dopo la partita, il sospetto della lesione
Se l'immagine del fallimento dal dischetto era apparsa come un'ulteriore beffa sportiva per il Cagliari, eliminato dalla coppa, la realtà dei fatti emersa nelle ore successive ha gettato un'ombra ben più cupa, spostando l'attenzione dalla sconfitta alla salute del giocatore. Le prime valutazioni mediche hanno infatti fatto sorgere il timore, poi rivelatosi fondato, di una lesione seria ai legamenti del ginocchio. L'infortunio, che in campo era parso gestibile, si è rivelato invece di natura tale da compromettere potenzialmente il resto della stagione per il ventiquattrenne, costringendo la società a predisporre accertamenti approfonditi.
Il trasferimento a Roma per le visite specialistiche
La gravità della situazione ha reso necessario un immediato trasferimento a Roma, dove ieri sera è giunto Felici in attesa dei controlli decisivi. Nella mattinata di oggi, venerdì 5 dicembre, il calciatore è stato visitato a Villa Stuart dal professor Mariani, uno specialista di chiara fama in patologie di questo tipo, il cui parere avrebbe confermato le peggiori aspettative. La diagnosi, attesa con ansia dalla dirigenza isolana, ha dunque delineato un quadro clinico complesso, che va ben oltre la semplice distorsione e che impone un periodo di stop forzato di lunga durata.
Le conseguenze per il giocatore e per la squadra
La rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro rappresenta, per qualsiasi atleta, una delle evenienze più temute, un evento che non solo interrompe il ritmo della competizione ma che richiede un iter riabilitativo lungo e delicato. Per Felici, che aveva trovato spazio come rincalzo nell'undici di Ranieri, si tratta di uno stop che ne compromette l'intera annata, privando al contempo la rosa di una riserva preziosa per i reparti avanzati. Il gesto di rimanere in campo e di calciare ugualmente il rigore, se da un lato testimonia una tempra fuori dal comune, dall'altro acquista una luce diversa, mostrando come a volte la determinazione possa mascherare, anche agli occhi dello stesso giocatore, la reale entità di un danno fisico.
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