Auto nella voragine, l'ambulanza dei soccorsi viene travolta da un'onda anomala

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una nottata di violenta mareggiata lungo la costa ionica messinese ha prodotto danni e situazioni di grave pericolo, a partire dal comune di Santa Teresa di Riva, dove l’intensità del ciclone Harry ha costretto le autorità a prorogare fino al termine di martedì 20 gennaio 2026 l’allerta rossa per il rischio meteo-idrogeologico in tutta la Sicilia orientale. La furia degli elementi, del resto, si è manifestata in tutta la sua forza quando, sul lungomare del paese, un tratto di carreggiata ha ceduto improvvisamente sotto la spinta del mare, creando una voragine che, nel giro di pochi secondi, ha letteralmente inghiottito una Fiat 600. L’automobilista alla guida, rimasto ferito nell’improvviso sprofondamento, è stato il primo anello di una catena di eventi drammatici che ha coinvolto direttamente anche chi è intervenuto per portargli aiuto.

La sequenza degli eventi durante l'emergenza

Subito dopo la segnalazione dell’incidente, la Centrale Operativa 118 di Messina ha disposto l’invio sul posto dell’equipaggio di soccorso denominato "Delta 11", composto da due soccorritori della Seus, il cui intervento si è reso necessario in un contesto già reso critico dalle esondazioni del vicino fiume Agrò e dalle interruzioni che interessano la statale 114. Mentre l’ambulanza, durante le delicate fasi di avvicinamento al punto in cui l’auto era scomparsa, procedeva con cautela lungo la strada martoriata dalle onde, un’ondata anomala di eccezionale potenza ha investito lateralmente il mezzo di soccorso. L’impatto dell’acqua, di tale violenza da essere definita dagli esperti una vera e propria “paredro”, ha sbalzato il veicolo contro un palo della pubblica illuminazione, terminando bruscamente la corsa dei sanitari verso il ferito, i quali, nonostante l’accaduto, sono riusciti a mettersi in salvo.

Il quadro del dissesto idrogeologico in evoluzione

L’episodio, che si inserisce in un più ampio quadro di serio dissesto idrogeologico registrato in diverse aree del Messinese, ha ulteriormente complicato le operazioni di soccorso per l’autista della vettura sprofondata, il quale è stato successivamente tratto in salvo e trasportato in ospedale. Intanto, la perturbazione continua a mordere il territorio, con venti che aumentano di intensità e producono onde alte fino a dieci metri, mentre sull’Etna una bufera di neve ha reso necessari interventi per mettere in sicurezza una famiglia rimasta bloccata sul vulcano. Le forti piogge e la mareggiata persistente mantengono alta l’attenzione sulle condizioni della rete viaria, già provata da numerose criticità, in una regione che si trova nell’occhio del ciclone.

Le conseguenze immediate sulla viabilità

Oltre ai danni diretti causati dal mare, che ha eroso tratti di litorale e infrastrutture, l’emergenza meteo ha moltiplicato le interruzioni sulla rete stradale, isolando alcune zone e mettendo a dura prova la resilienza del territorio. La situazione a Santa Teresa di Riva, con la sua strada litoranea lesionata e un mezzo di soccorso reso inservibile, rappresenta un emblematico caso studio degli effetti concatenati di un evento meteorologico estremo, dove al pericolo iniziale si sono sommati quelli derivanti dalle condizioni proibitive durante le operazioni di aiuto. Le autorità, continuando a monitorare l’evolversi della perturbazione, lavorano per valutare l’entità dei danni e ripristinare la piena funzionalità delle arterie principali, la cui sicurezza rimane prioritaria fintanto che l’allerta rossa rimarrà in vigore.

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