Il caso Spada e l’ambulanza senza occhi: “Una mortalità anomala”
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Redazione Interno
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L’ambulanza della Croce Rossa viaggiava verso l’ospedale, quella sera del 25 novembre, con a bordo un’anziana di 85 anni, Deanna Mambelli, e un autista-soccorritore, Luca Spada, che da sabato si trova in carcere con l’accusa di omicidio. Ma c’è un dettaglio che trasforma un già grave episodio in un’inquietante zona d’ombra giudiziaria: la telecamera interna del mezzo, che avrebbe potuto documentare quanto accaduto nel vano posteriore durante il trasporto, quella sera non ha registrato nulla. Proprio quella sera. Proprio mentre, secondo la ricostruzione della procura di Forlì, all’uomo si contesta di aver iniettato aria nel catetere venoso della paziente, causandone il repentino aggravamento delle condizioni cliniche fino al decesso.
La conferenza del procuratore Cieri e i numeri che insospettirono i carabinieri
È stato il procuratore Enrico Cieri a illustrare i contorni di un’inchiesta che affonda le radici in un sospetto statistico, prima ancora che in un singolo episodio. “Fonti confidenziali dei carabinieri avevano indicato un’abnorme mortalità nei trasporti secondari affidati a questo signore”, ha detto il magistrato in conferenza stampa, senza mai usare toni enfatici ma scandendo con precisione un dato che ha spinto gli inquirenti a pedinare il mezzo proprio il giorno della morte dell’85enne. Quella che poteva apparire una coincidenza, agli occhi degli investigatori era invece il possibile ennesimo anello di una catena più lunga.
Sei omicidi contestati e un bisturi in tasca: gli elementi raccolti dalla testimone
L’inchiesta non si ferma al singolo evento. A Luca Spada vengono contestati gli omicidi di sei anziani, con cinque aggravanti – tra le quali l’aver approfittato della minorata difesa delle vittime, la violazione dei doveri di pubblico servizio e l’utilizzo di un mezzo insidioso. Ma come si è arrivati a un quadro accusatorio così ampio? Una testimone, giovane dipendente della Croce Rossa di Forlì, ha cominciato a insospettirsi insieme a una collega: quei decessi erano troppi. Ha iniziato a incrociare orari, turni e presenze, raccogliendo dati che poi sarebbero confluiti nella denuncia. Dalle sue informazioni è emerso che Spada avrebbe avuto con sé, in tasca, una siringa, alcuni tappini per l’accesso venoso, un abbassalingua e persino un bisturi. Oggetti che, fuori da un contesto clinico regolamentato, assumono un peso specifico ben diverso.
Il pedinamento, l’accostamento brusco e il movente ancora oscuro
I carabinieri seguivano l’ambulanza da tempo. Quando il mezzo ha accostato bruscamente e acceso i lampeggianti, gli investigatori hanno visto l’autista scendere dal posto di guida e spostarsi sul retro, quasi rispondesse a una chiamata interna che i documenti ufficiali – vista la telecamera fuori uso – non hanno potuto registrare. Il quadro clinico della Mambelli è degenerato in pochi minuti. Quanto al movente, il procuratore è stato lapidario: “Non lo sappiamo”. Non c’è, almeno per ora, una risposta univoca al perché un soccorritore possa trasformarsi in presunto esecutore di sei morti. Restano i fatti, gli oggetti sequestrati, i numeri anomali e quella telecamera che, proprio nel momento decisivo, ha smesso di vedere.




