Un altro poker per la Roma, Malen show anche a Lecce: 0-4 firmato Soulé e Mora
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Redazione Sport
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Non c'è due senza tre, verrebbe da dire, se si considera l'andamento di questa prima parte di campionato per la Roma di Gasperini. Dopo il roboante 4-0 inflitto alla Fiorentina all'esordio casalingo, i giallorossi hanno ripetuto esattamente lo stesso copione in trasferta, al Via del Mare di Lecce, dove hanno letteralmente asfaltato i padroni di casa con un altro netto 4-0 che non lascia spazio a repliche.
Una prestazione di forza, quella della formazione capitolina, che ha messo in chiaro fin dalle prime battute le intenzioni, con un avvio di partita fulminante che ha di fatto chiuso i giochi già nel primo quarto d'ora, sfruttando le evidenti amnesie difensive dell'undici schierato da Eusebio Di Francesco.
La pratica è chiusa in venticinque minuti
La partita, come spesso accade quando una squadra di alto livello trova l'immediatezza del gol, ha preso subito una piega ben precisa. Al 4' minuto, infatti, è stato Donyell Malen, ancora una volta, a rompere l'equilibrio con una zampata che ha gelato il pubblico di casa e spianato la strada ai suoi. Il giocatore olandese, già a segno nella scorsa giornata, ha raddoppiato al 23', approfittando di un'uscita difensiva poco convinta dei salentini per depositare il pallone in rete e firmare la sua doppietta personale.
Se i primi due gol erano già un colpo durissimo per il morale dei leccesi, il terzo, arrivato appena due minuti dopo, ha definitivamente chiuso la contesa: al 25' è stato Matías Soulé a siglare il 3-0, con un inserimento puntuale che ha tagliato fuori l'intera retroguardia avversaria. A quel punto la partita era sostanzialmente finita, e la ripresa ha confermato questo copione, con Rodrigo Mora che ha completato il poker al 65', fissando il risultato su uno 0-4 che rappresenta una delle sconfitte più pesanti per il Lecce in questo inizio di stagione.
Le parole di Di Francesco dopo la débâcle
Nel dopogara, come prevedibile, l'atmosfera nello spogliatoio del Lecce era tutt'altro che serena, e il tecnico Eusebio Di Francesco non ha voluto cercare scuse o alibi per una prestazione che ha definito lontana anni luce da quella preparata durante la settimana di lavoro. Di Francesco si è assunto in pieno la responsabilità di quanto accaduto, parlando apertamente di autocritica e respingendo al mittente qualsiasi tentativo di giustificare il ko con il mercato o con presunte problematiche di organico.
Secondo l'allenatore, che in passato ha guidato proprio la Roma, questa sconfitta così netta deve servire da lezione per l'intero gruppo, un momento per fermarsi e comprendere cosa non abbia funzionato, specialmente in quella prima frazione di gioco dove la squadra è apparsa disorientata e incapace di reagire all'urto degli avversari. Il tecnico ha quindi chiesto ai suoi di ripartire da questa batosta, trasformandola in un'esperienza da cui trarre insegnamento per il futuro.
Le pagelle della stampa: da Ghilardi a Malen
La prova dei giallorossi è stata giudicata con voti altissimi dai quotidiani sportivi, che hanno distribuito lodi a quasi tutti gli interpreti della formazione di Gasperini. Oltre al solito protagonista Malen, che ha ricevuto un 8.5 per la sua doppietta e la capacità di mettere in difficoltà la difesa avversaria, spicca il punteggio di Ghilardi, schierato all'ultimo minuto per il forfait dell'infortunato Ndicka. Il difensore, che ha giocato con grande sicurezza e personalità, è stato premiato con un 7.5 e indicato come una delle sorprese positive della serata, insieme a un muro difensivo che ha retto perfettamente l'impatto degli attaccanti salentini. A centrocampo, Cristante ha dettato i ritmi con un 8, mentre Koné e Soulé, entrambi autori di prestazioni di spessore (7.5 ciascuno), hanno contribuito a gestire il possesso palla e a creare costantemente superiorità numerica. Non sono mancati i riconoscimenti anche per il portiere Svilar, unico vero momento di difficoltà quando chiamato in causa, e per Lulli, che sulla fascia ha offerto una prestazione solida e generosa.
Per la Roma, insomma, una serata perfetta che conferma l'ottimo stato di forma della squadra e la candela accesa in classifica, dove i capitolini restano a punteggio pieno insieme all'Atalanta, vincitrice 1-0 sul Bologna nell'altro posticipo del lunedì.
L'analisi della manovra e i singoli protagonisti
Analizzando nel dettaglio la manovra della Roma, è evidente come la chiave del successo sia stata la capacità di verticalizzare con rapidità, spezzando le linee del Lecce già dopo pochi secondi dal fischio d'inizio. Il modulo 3-4-1-2 adottato da Gasperini ha esaltato le caratteristiche di Soulé, che tra le linee ha trovato costantemente spazio per ricevere e servire i compagni, e la mobilità di Dybala, che pur senza andare a segno ha creato più di un grattacapo alla difesa di Di Francesco.
L'inserimento di Wesley e Lulli sulle fasce ha garantito ampiezza e profondità, mentre la regia di Cristante ha dato equilibrio e copertura, permettendo ai due attaccanti di restare alti e attendere il pallone giusto per pungere. Per il Lecce, invece, la serata si trasforma in un esame di coscienza collettivo: le difficoltà in fase di non possesso sono state evidenti, con gli attaccanti costretti a ripiegare e i difensori spesso in ritardo sulle chiusure.
Il 4-0 finale, seppur severo, fotografa perfettamente la differenza di passo tra le due squadre in questa serata, con la Roma che ha dimostrato una concretezza sotto porta e una solidità difensiva che la candidano a essere una delle protagoniste di questo campionato.
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