Champions League, la notte dei verdetti tra Manchester City-Real Madrid e Chelsea-Psg

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il tabellone degli ottavi di finale di Champions League si appresta a vivere la sua serata conclusiva, con quattro partite destinate a disegnare il quadro delle prossime sfide. L’attenzione, inevitabilmente, si concentra sui due grandi colossi del calcio europeo chiamati a rimontare pesanti passivi: il Manchester City di Pep Guardiola, che all’Etihad Stadium deve ribaltare il 3-0 subito al Bernabeu, e il Chelsea di Liam Rosenior, costretto a un’impresa forse ancora più ardua contro un Paris Saint-Germain forte del 5-2 dell’andata. Gare dal copione opposto, insomma, che offrono spunti diametralmente diversi.

All’Etihad Stadium, la sfida tra City e Real Madrid è ormai un classico senza tempo di questa competizione. Dopo il netto successo madrileno della settimana scorsa, firmato da una tripletta di Federico Valverde – che ne ha consacrato la straordinaria vena realizzativa – i blancos si presentano a Manchester con la serenità di chi può gestire il vantaggio. Le scelte di Álvaro Arbeloa, tecnico spagnolo subentrato nella scorsa estate, lasciano però intendere che non si cercherà solo di amministrare: Kylian Mbappé, recuperato ma non al meglio, parte dalla panchina, mentre davanti a Courtois agiranno Brahim Díaz, Arda Güler e Vinicius. Una mossa, quella di tenere in riserva il fuoriclasse francese, che garantisce una soluzione offensiva di primo livello a gara in corso. Dall’altra parte, Guardiola è chiamato a una delle sue serate di maggiore ingegno tattico. La squadra, reduce da due pareggi in campionato, deve sopperire all’assenza di Gvardiol e ripartire da uomini come Tijjani Reijnders, l’ex milanista su cui il tecnico catalano punta per la costruzione del gioco dal centrocampo, e Rayan Cherki, giocatore dalle evidenti doti tecniche a cui è affidata la fantasia offensiva. L’approccio del City dovrà essere necessariamente votato all’attacco, ma con l’accortezza di non scoprirsi alle letali ripartenze avversarie.

Lo Stamford Bridge chiama la rimonta, Luis Enrique non si fida

Ben più complicato appare il compito del Chelsea, chiamato a ribaltare un passivo di tre reti maturato al Parco dei Principi. Quel 5-2 porta la firma di un mostro sacro del calcio georgiano, quel K'varatskhelia che a Parigi era partito dalla panchina per poi segnare una doppietta devastante, e dei soliti Barcola, Dembelé e Vitinha. Per i Blues, la serata londinese rappresenta un esame di maturità per il progetto tecnico di Rosenior. Le scelte per il ritorno parlano di un cambio di passo: dentro giocatori come Mamadou Sarr, Jorrel Hato e Andrey Santos, a testimonianza della volontà di ringiovanire e dare intensità alla mediana, mentre Pedro Neto, nonostante la bufera per lo spintone a un raccattapalle nell’andata che gli è costata un’ammonizione disciplinare dalla Uefa, è regolarmente in campo dal primo minuto. Accanto a lui, Cole Palmer ed Enzo Fernández dovranno tentare di imbeccare João Pedro.

Dall’altra parte, Luis Enrique, forte del risultato e della possibilità di sfruttare ampi spazi, si affida al 4-3-3 con i suoi interpreti migliori. La notizia principale, per i francesi, è la conferma di K'varatskhelia dal primo minuto al posto di Désiré Doué, un segnale chiaro di come non ci si voglia accontentare. Il PSG arriva a questa partita con una marcia in più rispetto agli anni passati, forte di una solidità mentale ritrovata, ma la difesa dovrà prestare massima attenzione alla velocità degli esterni inglesi, pronti a sfruttare ogni disattenzione per riaprire una qualificazione che sembra già segnata.

All'Emirates si decide Arsenal-Bayer Leverkusen, gara in perfetto equilibrio

Se Manchester e Londra vivranno di rimonte, all'Emirates Stadium si disputa una gara dal risultato apertissimo. Il pareggio per 1-1 della BayArena lascia intatte le speranze di entrambe le formazioni: da una parte i tedeschi di Kasper Hjulmand, passati in vantaggio con il difensore Robert Andrich e poi raggiunti dal rigore di un ex di lusso come Kai Havertz, dall'altra i Gunners di Mikel Arteta, forti del fattore campo e di una solidità difensiva ritrovata. Arteta si affida ai suoi uomini migliori: in avanti, accanto a Bukayo Saka e a quel Viktor Gyökeres che garantisce peso specifico nell'area avversaria, trova posto Leandro Trossard, preferito a Martinelli dopo il suo rientro dall'infortunio. La sfida si giocherà soprattutto a centrocampo, dove la qualità di Declan Rice e Zubimendi dovrà prevalere sull'intensità di Palacios e Andrich, quest'ultmo arretrato in difesa nello schieramento del Leverkusen.

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