La procura di Perugia indaga per omissione di atti d'ufficio, e intanto spuntano nuovi filmati
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Redazione Interno
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La vicenda legata alla scomparsa di Pierina Paganelli, la 78enne uccisa a Rimini la notte tra il 3 e il 4 ottobre del 2024, continua ad arricchirsi di dettagli investigativi e di snodi processuali che gli inquirenti stanno cercando di mettere a sistema, nel tentativo di ricostruire la dinamica esatta dell’omicidio e il movente che potrebbe averlo scatenato. Al centro delle attenzioni della procura di Perugia, cui è stato trasmesso il fascicolo per competenza in materia di vigilanza sugli uffici giudiziari, è finita la condotta di alcuni funzionari della Questura di Rimini, indagati per l’ipotesi di reato di omissione di atti d’ufficio. L’indagine, parallela a quella principale condotta dalla procura di Rimini e affidata ai carabinieri, punta a far luce sulle ragioni per cui non sarebbero state tempestivamente visionate e analizzate alcune ore di filmati degli impianti di videosorveglianza, pubblici e privati, che potenzialmente avrebbero potuto ritrarre l’assassino o la stessa vittima nelle fasi immediatamente precedenti il delitto.
I ritardi nella visione dei filmati e le contestazioni agli agenti
Secondo quanto ricostruito finora, e come riportato da fonti vicine all’inchiesta, gli agenti della questura avrebbero ritardato la consegna e l’esame di alcuni supporti video, un fatto che per i magistrati umbri potrebbe aver compromesso la tempestività delle indagini, consentendo al killer, chiunque esso sia, di guadagnare tempo prezioso per organizzare un eventuale alibi o per disfarsi di prove. Non solo: tra le contestazioni, emerge anche la mancata acquisizione di alcune registrazioni provenienti da telecamere di esercizi commerciali e da vicine abitazioni, un vulnus che la procura di Perugia intende approfondire per verificare se si sia trattato di una svista procedurale o di una scelta consapevole, magari legata a carenze organizzative o a una sottovalutazione della mole di dati da esaminare. Gli avvocati difensori degli agenti, per i quali si attendono a breve gli avvisi di garanzia, potrebbero eccepire la correttezza dell’operato dei propri assistiti, sostenendo che i tempi della burocrazia e la mole di lavoro non hanno permesso una gestione diversa degli adempimenti.
Le immagini inedite e il transito di un'auto sospetta
A gettare nuova benzina sul fuoco di un'indagine già complessa è poi la comparsa, nelle ultime ore, di ulteriori filmati che i cronisti locali hanno acquisito e che mostrano il passaggio di un’auto, una Suzuki bianca di proprietà di un uomo vicino alla famiglia della vittima, nelle vicinanze del luogo del delitto in orari prossimi a quelli della morte. Non è chiaro se questi filmati fossero già in possesso degli inquirenti e se siano stati oggetto di quelle omissioni contestate alla questura: fatto sta che la loro diffusione pubblica ha riaperto il fronte delle polemiche sulla gestione delle indagini, con i legali della famiglia Paganelli che chiedono ora che si faccia piena luce sull’operato di chi aveva il dovere di raccogliere quegli elementi senza indugio. La svolta delle ultime ore, insomma, rischia di allontanare la soluzione del giallo, intrecciando il destino dell’inchiesta principale per omicidio con quello del procedimento parallelo contro gli agenti, con il rischio concreto che le prossime mosse della procura di Perugia possano portare a nuovi avvisi di garanzia e a un ulteriore aggravio di lavoro per gli investigatori.
La posizione del marito della vittima e gli accertamenti tecnici
Parallelamente, proseguono gli accertamenti tecnici sui telefoni cellulari e sui dispositivi informatici sequestrati a vari indagati e persone informate sui fatti, tra cui il marito della vittima, da tempo residente all’estero e rientrato in Italia proprio dopo l’omicidio. Le sue dichiarazioni, così come quelle di alcuni vicini di casa, sono state messe a confronto con i tabulati telefonici e con i tracciati GPS delle auto, in un lavoro certosino che i periti stanno portando avanti per cercare di fissare con precisione gli spostamenti di ciascuno nella notte del delitto. Nessuna pista è esclusa, d’altronde, e il fatto che l’omicidio sia avvenuto in una zona periferica e poco illuminata non facilita certo il compito di chi cerca di dare un volto e un nome all’assassino. La procura di Rimini, nel frattempo, ha affidato una consulenza tecnica per tentare di estrapolare dati anche dai telefoni più datati, quelli che potrebbero celare messaggi cancellati o contatti con persone sconosciute, nella speranza che la tecnologia possa sopperire ai ritardi umani che ora sono al vaglio della magistratura perugina.
Description: La procura di Perugia indaga gli agenti della Questura di Rimini per omissione di atti. Nuovi filmati mostrano un'auto sospetta vicino al luogo del delitto.




