Inter, Pavard punta i piedi e blocca il mercato: niente Romero, Akanji resta un rebus
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Redazione Sport
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Il mercato estivo dell'Inter, dopo un avvio caratterizzato da operazioni di prospettiva e qualche colpo di esperienza, si è improvvisamente incagliato su un nodo che risponde al nome di Benjamin Pavard. Il difensore francese, rientrato dalla sua esperienza in prestito all'Olympique Marsiglia, sta di fatto condizionando l'intera strategia nerazzurra, creando un effetto domino che al momento ha bloccato le principali operazioni in entrata.
La dirigenza, con Beppe Marotta in prima linea, si trova a dover gestire una situazione delicata: Pavard non intende lasciare Milano e la sua volontà sta avendo ripercussioni significative sui piani futuri, a partire dal mancato arrivo di Cristian Romero, ormai prossimo a vestire la maglia dell'Atletico Madrid.
L'effetto domino: Romero e il nodo Akanji
La situazione è stata analizzata da Alfio Musmarra, intervenuto su Youtube, il quale ha chiarito come la mancata cessione del francese abbia di fatto impedito all'Inter di perfezionare l'acquisto del difensore argentino. Romero, che sembrava potesse essere un obiettivo concreto per la retroguardia nerazzurra, è ora a un passo dal club spagnolo e la trattativa con l'Atalanta, di proprietà del cartellino, si è arenata proprio per l'indisponibilità economica generata dallo stallo di Pavard.
Il difensore francese punta a rimanere all'Inter e questa sua ferma volontà ha bloccato l'arrivo dell'ex Juventus, costringendo la società a rivedere i propri piani per il reparto arretrato. Una situazione che si ripercuote anche su un altro fronte, quello legato al riscatto di Akanji: lo svizzero, arrivato in prestito, avrebbe dovuto essere riscattato per 15 milioni di euro, cifra che la società intendeva coprire proprio con la cessione di Pavard, ma il mancato trasferimento del francese ha messo in discussione l'intera operazione.
Il ritorno da Marsiglia e la stagione complicata
L'esperienza di Pavard all'Olympique Marsiglia, infatti, non è stata positiva come ci si aspettava. Il club francese ha deciso di non esercitare il diritto di riscatto e lo ha rispedito a Milano, creando un problema di gestione per l'Inter, che si ritrova con un giocatore di alto profilo ma dal peso specifico importante sul bilancio, che al momento non rientra più nei piani tattici di Simone Inzaghi.
Eppure, la sua voglia di restare è forte, come testimoniano anche le recenti amichevoli e il feeling con l'ambiente, e questa sua decisione sta di fatto paralizzando le operazioni in uscita che erano state programmate per finanziare gli acquisti. Marotta, che in queste settimane sta cercando di formalizzare anche le partenze di Davide Frattesi e Kristjan Asllani per fare cassa, si trova ora a fare i conti con una situazione inaspettata, dove la volontà del giocatore sta diventando un ostacolo alla fluidità del mercato.
L'ironia di Thuram e i ricordi del vecchio soprannome
In mezzo a questo scenario di trattative e strategie, spunta un episodio che aggiunge un toppo di leggerezza alla vicenda. Marco Thuram, connazionale e compagno di squadra, ha infatti scherzosamente ricordato a Pavard il suo vecchio soprannome, "Benji l'interista", in un commento sotto un post social. Un riferimento ai giorni in cui il difensore era titolare fisso con Inzaghi e andava a segno in Champions League, come quell'incornata decisiva ai quarti di finale contro la sua ex squadra, il Bayern Monaco, su un calcio piazzato.
Un richiamo ai tempi sereni in cui il francese era un perno della difesa, che però oggi sembra lontano, con la società che riflette sul da farsi. La situazione, al momento, resta in stallo: da una parte un giocatore che non vuole andare via, dall'altra una dirigenza che deve fare i conti con la necessità di vendere per comprare e con un mercato che non aspetta, come dimostra l'imminente trasferimento di Romero in Spagna e l'incertezza sul futuro di Akanji.
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