La pubblica amministrazione italiana nel mirino degli hacker: ransomware e Ddos in aumento
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Redazione Economia
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La pubblica amministrazione italiana è diventata il bersaglio privilegiato dei cybercriminali, che nel 2024 hanno intensificato gli attacchi ransomware e Ddos, registrando un incremento del 41% rispetto all’anno precedente. Un dato allarmante, emerso da recenti analisi, che riflette non solo una maggiore aggressività da parte degli hacker, ma anche un mutamento nelle loro strategie, influenzato dal contesto geopolitico sempre più instabile.
Secondo il report “AI is accelerating Cyber Risk Exposure” di Trend Micro, leader globale nella cybersecurity, il 58% delle aziende italiane ha subito violazioni a causa di asset digitali non correttamente gestiti o addirittura sconosciuti. La diffusione dell’intelligenza artificiale generativa, infatti, ha moltiplicato dispositivi e risorse non monitorati, tra cui i sempre più numerosi oggetti IoT presenti sia negli uffici che nelle abitazioni private. Una vulnerabilità che, sebbene spesso sottovalutata, apre varchi facili da sfruttare per chi opera nell’ombra.
Check Point Software, nel suo rapporto annuale sulla sicurezza informatica, ha tracciato un quadro dettagliato delle minacce in Italia, basandosi su oltre un decennio di dati raccolti attraverso telemetrie di attacchi a reti, cloud, email e dispositivi mobili. L’analisi, che copre più di 170 Paesi, evidenzia come gli attacchi siano diventati sempre più mirati e sofisticati, con una tendenza destinata a consolidarsi nel 2025.
Tim e la Cyber Security Foundation, attraverso il primo Cyber Security Report dedicato al panorama italiano, hanno approfondito due fenomeni in particolare: i ransomware, che bloccano i sistemi chiedendo riscatti in criptovalute, e i Ddos, progettati per sovraccaricare i server fino a renderli inaccessibili. Entrambi, sebbene con modalità diverse, puntano a destabilizzare infrastrutture critiche, con conseguenze che vanno ben oltre il danno immediato.




