Processo telematico, un disastro annunciato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il processo telematico, introdotto dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, ha subito un clamoroso flop nei primi giorni di applicazione. La digitalizzazione, che avrebbe dovuto rivoluzionare la giustizia penale italiana, si è rivelata un fallimento, costringendo i tribunali di Milano, Roma, Napoli e Catania a sospendere l'uso dell'applicazione ministeriale. La presidente del tribunale di Napoli, Elisabetta Garzo, affiancata dalla vicaria Giovanna Ceppaluni, ha deciso di sospendere fino al 31 marzo il sistema App, a causa dei numerosi malfunzionamenti riscontrati.

Il decreto del ministro Nordio, entrato in vigore il 27 dicembre 2024, prevedeva l'obbligo di deposito telematico di alcuni atti e documenti nei procedimenti penali. Tuttavia, l'applicazione, che avrebbe dovuto garantire un binario unico digitale, si è dimostrata inutilizzabile, bloccando di fatto i processi. I presidenti dei tribunali, di fronte agli allarmi lanciati da presidenti di sezione, gip, avvocati e cancellieri, hanno dovuto correre ai ripari, sospendendo l'uso dell'applicativo.

A Roma, il presidente facente funzioni del tribunale, Lorenzo Pontecorvo, ha firmato un decreto che certifica il malfunzionamento dell'applicativo ministeriale, restituendo provvisoriamente le certezze perdute. Le app 1 e 2, introdotte per accelerare la digitalizzazione e assicurare al Paese i fondi del Pnrr, zoppicano o non rispondono affatto, causando un blocco totale dei processi.

La situazione, già ampiamente prevista dal Csm durante il periodo di prova, è diventata realtà, confermando i timori degli uffici giudiziari.

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