Elezioni imminenti a Taiwan: un referendum sui rapporti con la Cina
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Redazione Esteri
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Domani, sabato 13 gennaio, rappresenta un momento senza precedenti per Taiwan, che andrà al voto per scegliere il suo nuovo presidente e rinnovare il Parlamento. Questa elezione rischia di diventare, questa volta più che mai, un referendum sui rapporti con l’ingombrante gigante, la Cina.
Interferenze esterne inaccettabili
Il portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale Usa, John Kirby, ha dichiarato che eventuali interferenze da parte di altri Paesi o attori esterni nelle elezioni di Taiwan di sabato “sarebbero inaccettabili”. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, “osserveranno da vicino” il voto di sabato nell’isola.
I principali candidati
Tra i principali candidati, un medico 64enne è molto popolare tra i giovani per il suo anticonformismo. Nonostante sia stato corteggiato come possibile vice-presidente, ha deciso di respingere la proposta di tandem.
Un referendum tra "pace e guerra" e "democrazia e autoritarismo"
I due principali schieramenti estremizzano l'elezione come un referendum tra “pace e guerra” per il Kuomintang (KMT) all’opposizione, il partito storico precedentemente guidato dal Generale Chiang Kai-shek, noto per essere più orientato al dialogo con la Cina, e tra “democrazia e autoritarismo” per il partito al governo. Questa elezione segnerà un punto di svolta per il futuro di Taiwan e dei suoi rapporti con la Cina.




