La furia del tifone Noul si abbatte sulla Cina meridionale: crollano impalcature e oltre 700mila evacuati

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La tempesta tropicale Noul, la più violenta che abbia colpito il Paese da inizio anno, si è abbattuta sulla Cina meridionale con una violenza inaudita, portando con sé una scia di devastazione che ha messo in ginocchio intere regioni. Il tifone, che ha investito in pieno la provincia del Guangdong con raffiche di vento che hanno toccato i 109 chilometri orari, ha causato ingenti danni alle infrastrutture, con immagini drammatiche che hanno fatto il giro del mondo.

Tra i filmati più impressionanti diffusi dai media locali e dai social network, spicca il crollo di una mega-impalcatura nei pressi di un grattacielo, una struttura di enormi dimensioni che è stata letteralmente divelta e scaraventata al suolo dalla furia degli elementi, senza che al momento siano stati resi noti i dettagli sulle eventuali vittime di quel preciso episodio.

L'evacuazione di massa nel Guangdong e l'allerta massima a Puning

Le autorità cinesi hanno messo in campo un imponente dispositivo di protezione civile per fronteggiare l'emergenza, che ha costretto all'evacuazione di oltre 800.000 persone nella sola provincia del Guangdong, una delle aree più densamente popolate e strategicamente rilevanti per l'economia del gigante asiatico. Il governo municipale di Puning, una delle città più colpite dall'ondata di maltempo, ha innalzato il livello di allerta per le inondazioni dal grado III al grado I già nelle prime ore del 26 luglio, il massimo previsto dalla scala di emergenza, e ha disposto l'allontanamento di 2.338 residenti dalle zone a maggiore rischio idrogeologico. Le operazioni di soccorso sono state rese particolarmente difficili dalle condizioni meteorologiche avverse, che continuano a imperversare con piogge torrenziali e venti di burrasca, mentre i livelli dei corsi d'acqua crescono in modo preoccupante e minacciano di tracimare in diversi distretti.

Il bilancio delle vittime e la tragedia nel Gansu

Oltre ai danni materiali ingenti, il passaggio del tifone Noul ha purtroppo provocato anche vittime e feriti, sebbene i numeri ufficiali forniti dalle autorità siano ancora parziali e in continua evoluzione a causa delle difficoltà di comunicazione in molte aree isolate.

Una situazione drammatica si è registrata nella provincia nordoccidentale del Gansu, dove una piena improvvisa – generata dalle piogge persistenti che hanno interessato vaste porzioni del territorio nazionale – ha travolto un'area di campeggio, sorprendendo i presenti e causando un numero non ancora precisato di decessi e persone rimaste ferite.

I soccorritori, che stanno operando senza sosta nonostante le avverse condizioni meteorologiche, sono riusciti a mettere in salvo 247 persone, ma le ricerche dei dispersi proseguono senza tregua, con i vigili del fuoco e le unità di protezione civile che scandagliano metro per metro le aree più colpite alla ricerca di eventuali sopravvissuti. Le immagini trasmesse dalla televisione di Stato mostrano automobili inghiottite dall'acqua e trascinate via dal fango, un'ulteriore testimonianza della potenza distruttiva delle acque che hanno trasformato le strade in veri e propri torrenti in piena.

L'allarme maltempo e la previsione dei prossimi giorni

Secondo quanto comunicato dagli uffici meteorologici e dalle autorità locali, il maltempo non accenna a diminuire la sua intensità e si prevede che le condizioni climatiche rimarranno estremamente critiche almeno fino alla giornata di martedì 28 luglio, con ulteriori precipitazioni abbondanti che potrebbero aggravare ulteriormente il quadro già critico delle inondazioni.

La provincia del Guangdong, che ha subito il peso maggiore dell'impatto del tifone Noul, rimane in stato di massima allerta, con le squadre di emergenza pronte a intervenire per fronteggiare eventuali nuove criticità e per assistere la popolazione evacuata, ospitata in centri di accoglienza allestiti in fretta e furia dalle amministrazioni locali.

La Cina, che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e violenti, si trova ancora una volta a fronteggiare l'emergenza, con il costo umano ed economico di questa ennesima calamità naturale che si preannuncia particolarmente elevato. Gli occhi del Paese sono puntati sulle operazioni di soccorso e sulla risposta delle istituzioni, mentre le squadre di tecnici stanno già valutando i danni alle infrastrutture e la sicurezza degli edifici nelle zone più esposte alla furia del vento e dell'acqua.

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