Il rigore contestato che ferma il big match, la rabbia di Conte e la Juventus che si riavvicina

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La partita che prometteva di dire una parola definitiva nella corsa scudetto ha invece prodotto un pareggio che lascia tutto aperto, non senza polemiche, mentre la classifica si stringe pericolosamente alle spalle delle contendenti. L'Inter, che pure mantiene il primo posto con tre punti di vantaggio sul Milan, ha visto sfumare l'occasione di allungare sul Napoli, bloccato sul pari in una serata dove l'episodio più discusso ha finito per rubare la scena al gioco. Una partita, quella di domenica sera, che aveva offerto spunti di notevole livello tecnico, con due reti di alta fattura realizzate da McTominay, il quale è stato uno dei protagonisti assoluti della sfida, ma il cui ricordo rischia di essere offuscato dalla decisione arbitrale che ha generato il momentaneo vantaggio nerazzurro.

La contestazione e il veleno della polemica

Il rigore assegnato da Doveri per un contatto in area tra Rahmani e Mikhitaryan, infatti, è immediatamente esploso come un caso nazionale, riaccendendo un dibattito sulla condotta arbitrale che sembrava sopito. Guido Trombetti, intervenuto a Radio Napoli Centrale, non ha usato mezzi termini definendo quella decisione come qualcosa che "uccide il calcio", in un editoriale carico di disappunto che riflette perfettamente il sentimento di una frangia di tifosi e addetti ai lavori. Il professore, pur escludendo critiche personali all'arbitro, ha costruito un ragionamento che parte dall'episodio per allargarsi a una considerazione più ampia sulle dinamiche di gara, sostenendo come il Napoli, benché non dotato di una rosa superiore, abbia mostrato di più in campo, tanto da sopportare cinque cambi dell'Inter contro i propri due e riuscire a pareggiare nonostante l'inserimento di un giocatore "profondamente deluso".

Il confine superato: tra grinta ed eccesso

Se l'episodio in sé ha dominato le cronache, non meno rilevante è stata la reazione dell'allenatore del Napoli, Antonio Conte, la cui esplosione di rabbia al termine dell'incontro ha fatto il giro dei social e non solo. Un atteggiamento, il suo, che secondo molti osservatori ha oltrepassato il limite consentito, trasformando la grinta in qualcosa di molto simile al capriccio. Conte, che da sempre corteggia l'eccesso e di provocazioni ne ha fatte una cifra stilistica, è sembrato questa volta travolto dai veleni della stessa miscela che spesso ha saputo gestire con fredda consapevolezza. Le sue parole agli arbitri, finite persino in una parodia del trio "Gli Autogol" – che con la loro satira hanno raggiunto milioni di persone –, sono diventate il simbolo di una serata finita male, al di là del risultato. "A Belluno andate, dai! Andate a Belluno! È comodo, c’è pure il pullman che vi porta!", canticchiano gli youtuber, sintetizzando con ironia l'immagine di un tecnico imbufalito e ormai al limite della sopportazione.

La classifica si stringe e il Milan frena

Mentre l'eco delle polemiche risuona, il campionato prosegue il suo corso e i fatti di classifica parlano chiaro. Il pareggio di sabato del Como, capace di agguantare il Bologna nel recupero con il gol di Baturina che ha bilanciato la rete di Cambiaghi, ha rappresentato solo un antipasto rispetto alle dinamiche della vetta. L'Inter, pur leader, vede infatti il suo vantaggio erodersi perché il Milan, nello stesso turno, si è fermato, consentendo alla Juventus di tornare a ridosso delle prime. Con la Supercoppa che ha costretto alcune squadre ai recuperi, il quadro è in divenire, ma una cosa è certa: il margine di errore per tutti si è drasticamente ridotto. Ogni punto lasciato per strada, come è accaduto alle due pretendenti principali domenica, pesa come un macigno in una lotta dove ogni dettaglio, purtroppo anche quelli più controversi, può fare la differenza.

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