Mattarella firma il decreto sicurezza, Gasparri: "Strumento utile anche a Trento"
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Redazione Interno
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Mentre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella apponeva la firma sul decreto sicurezza – già approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso venerdì – Maurizio Gasparri, presidente del gruppo di Forza Italia al Senato, ne sottolineava l’importanza durante una visita a Trento. "Il territorio va difeso con azioni locali e nazionali", ha dichiarato, citando proprio il provvedimento, che ora attende la conversione in legge entro i canonici sessanta giorni.
Il testo, che riprende gran parte delle misure del disegno di legge bloccato al Senato per mancanza di coperture, introduce norme contro i blocchi stradali (punibili con pene fino a due anni), vieta la vendita di cannabis light e inasprisce le sanzioni per le occupazioni abusive, eliminando inoltre l’obbligo di sospensione della pena per le condannate incinte o con figli fino a un anno. Non manca, tra le novità più discusse, il cosiddetto "salvacondotto" per gli agenti sotto copertura, autorizzati a infiltrarsi – e persino a dirigere – organizzazioni criminali.
A Trento, Gasparri ha incontrato la candidata sindaca Ilaria Goio e Flavio Tosi, già sindaco di Verona, portando come esempio l’esperienza amministrativa del leghista. Le opposizioni, dal canto loro, hanno reagito con aspre critiche: il Pd ha definito il senatore forzista "analfabeta istituzionale", accusando il governo di aver svuotato il dibattito parlamentare con un provvedimento "calato dall’alto".




