Corruzione e camorra a Caivano: arresti tra politici e clan locali
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Redazione Interno
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L'ex assessore comunale di Caivano, Carmine Peluso, e l'ex consigliere comunale Giovanbattista Alibrico, accusati di appartenere al clan camorristico locale guidato dal boss Antonio Angelino, sono stati arrestati. Secondo le accuse, avrebbero estorto denaro agli operai di una ditta che aveva vinto un appalto da 120mila euro per la realizzazione e il rifacimento dei marciapiedi a Caivano.
A Caivano, se volevi lavorare, dovevi pagare. L'appalto, truccato, te lo facevano vincere. Ma poi dovevi versare anche fino al 10 per cento dell'importo dei lavori. Amministratori e dirigenti comunali infedeli segnalavano i nomi dei vincitori ai clan della zona. Ne ricevevano in cambio, regali e sostegni.
Il cerchio dell'inchiesta dei carabinieri sul malaffare al Comune, il 16 ottobre sciolto per camorra dal Consiglio dei ministri, si chiude oggi con l'ordinanza di custodia cautelare che ha portato all'arresto complessivo di diciotto persone.
Tra i destinatari della misura cautelare eseguita dai carabinieri nell’ambito di una indagine sugli intrecci tra mafia e politica a Caivano, firmata dal gip di Napoli Federica De bellis e che l’AGI ha visionato, c'è anche il boss Antonio Angelino, detto Tibiuccio, che è già detenuto nella casa circondariale di Rovigo. Gli indagati in totale sono 23.




