Violenze di Capodanno a Milano, indagini in corso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A Milano, le indagini sulle violenze di Capodanno stanno prendendo forma, man mano che emergono nuovi dettagli. Laura Barbier, una studentessa belga di 20 anni, è stata la prima a denunciare pubblicamente le aggressioni subite la notte del 31 dicembre in piazza Duomo. La sua testimonianza, resa nota il 5 gennaio, ha incoraggiato altre donne a fare lo stesso passo, mettendoci la faccia e denunciando le aggressioni sessuali subite.

Le forze dell'ordine stanno utilizzando il sistema di riconoscimento facciale Sari per confrontare i volti ripresi dalle telecamere di videosorveglianza e dai video comparsi sui social con quelli schedati nelle banche dati. Questo screening approfondito delle persone presenti in piazza Duomo e dintorni tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025 mira a identificare gli aggressori.

Fino a pochi giorni fa, espressioni come "Taharrush Gamea" e "Taharrush Jinsi", che si riferiscono rispettivamente a molestie di gruppo e molestie sessuali, erano sconosciute ai più in Italia e in Europa. Tuttavia, secondo diversi osservatori, gli episodi di Capodanno a Milano, che hanno coinvolto quattro turiste belghe e forse anche un'italiana e un'inglese, sarebbero riconducibili a queste pratiche collettive di origine egiziana.

Tra le vittime c'è anche un'avvocata milanese di 53 anni, che ha raccontato agli investigatori della squadra Mobile di essere stata bloccata e accerchiata da un gruppo di persone poco dopo la mezzanotte, mentre salutava il nuovo anno in piazza Duomo.

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