Dall’Iran a Cuba, la strategia di Trump: «L’isola è alla fine, Rubio gestirà il negoziato»

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La pressione dell’amministrazione Trump sull’isola caraibica si fa sempre più serrata, con il presidente americano che torna a parlare di un imminente cambiamento degli equilibri all’Avana. Nel corso del vertice Shield of the Americas, tenutosi nel suo golf club in Florida, e in una successiva intervista telefonica con la CNN, il tycoon ha ribadito il concetto che per Cuba, citiamo le sue parole, «sia arrivata la fine del cammino, almeno per come la conosciamo», sottolineando come il governo guidato da Miguel Díaz-Canel sia ormai a corto di risorse energetiche e finanziarie. Una visione, quella della Casa Bianca, che dipinge un’isola in ginocchio, stretta nella morsa delle sanzioni e desiderosa di trovare un'intesa con Washington per evitare il tracollo definitivo.

Se il conflitto in Medio Oriente rimane la priorità assoluta dell’agenda politica americana – come lo stesso inquilino della Casa Bianca ha tenuto a precisare, affermando che «bisogna finire prima quello» – l’amministrazione non sembra voler allentare la presa sui Caraibi. Anzi, proprio mentre le operazioni militari contro l’Iran tengono banco, Trump ha affidato a Marco Rubio, il Segretario di Stato, il compito di portare avanti il dossier cubano. L’obiettivo dichiarato, e del resto neppure troppo velato, sarebbe quello di arrivare a quella che il presidente ha definito una «friendly takeover», un’acquisizione amichevole, sfruttando la crisi energetica che paralizza l’isola. Un’eventuale intesa con L’Avana, nelle parole del tycoon, rappresenterebbe «la ciliegina sulla torta» di una strategia regionale che ha già portato all’arresto di Nicolás Maduro in Venezuela e alla conseguente riapertura delle relazioni diplomatiche con Caracas, guidata ora da Delcy Rodríguez che, secondo Trump, «sta facendo un lavoro fantastico».

Dietro le dichiarazioni trionfalistiche del presidente, però, si cela una complessa trama di contatti e iniziative giudiziarie. Secondo quanto rivelato da alcune testate internazionali, il Dipartimento di Giustizia starebbe mettendo a punto un gruppo di lavoro composto da procuratori federali per esaminare possibili capi d’accusa nei confronti di alti funzionari cubani e membri del Partito Comunista, una mossa che ricalca le azioni legali intraprese contro il precedente esecutivo venezuelano. Parallelamente, si susseguono le indiscrezioni su colloqui segreti tra l’entourage di Marco Rubio e figure vicine al potere cubano; il Miami Herald ha parlato di incontri avvenuti a margine del vertice Caricom a Saint Kitts e Nevis tra il Segretario di Stato e Raúl Rodríguez Castro, nipote dell’ex leader Raúl Castro, un canale informale che L’Avana ha però prontamente smentito.

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