Gli australiani e l’ossessione per Sinner: "Apprendista contro maestro, Alcaraz domina"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La finale degli Internazionali d’Italia tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz ha riacceso il dibattito sulle differenze tra i due giovani campioni, con commenti che oltrepassano i confini europei. Paul McNamee, ex tennista australiano, non ha usato mezzi termini definendo lo spagnolo "maestro di scacchi" e l’italiano "apprendista", sottolineando come la terra battuta del Foro Italico abbia messo in luce le distanze tra i due.

Sinner, che pure ha tenuto testa ad Alcaraz nel primo set, spingendolo al tie-break, è sembrato svanire nel secondo parziale, dove lo spagnolo ha dato prova di una superiorità tattica incontrastata. I numeri dell’Atp, relativi alle ultime 52 settimane, confermano che sul rosso l’argentino Francisco Cerundolo e Alcaraz primeggiano, mentre l’azzurro, pur confermandosi tra i migliori, paga ancora un leggero ritardo in termini di adattamento alla superficie.

Le reazioni alla sconfitta romana di Sinner non si sono fatte attendere. Paolo Bertolucci, intervenuto al podcast La Telefonata, ha ironizzato sul fatto che "molta gente sia scesa dal carro", aggiungendo che si tratta di un bene, perché filtra i sostenitori occasionali. Adriano Panatta, invece, ha analizzato gli aspetti tecnici: "Quella volée sbagliata da Sinner dimostra che sulla terra la palla va cercata, mentre sul cemento viene da te". Una differenza non da poco, che potrebbe pesare anche al Roland Garros, dove i due rivali potrebbero incrociarsi di nuovo.

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