Il Pd e la polemica sul calendario della Polizia Penitenziaria
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Redazione Interno
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Nell'ultima puntata della Zanzara, Giuseppe Cruciani ha acceso i riflettori sulla recente polemica che coinvolge il Partito Democratico e la Polizia Penitenziaria. Cruciani, con il suo consueto fervore, ha criticato duramente il Pd, accusandolo di ostilità nei confronti delle forze dell'ordine. Secondo Cruciani, una parte significativa del Pd, incluso il vice segretario, si sarebbe schierata contro il calendario 2025 della Polizia Penitenziaria, definendolo "violento e machista".
Il calendario, destinato ai poliziotti penitenziari, ha lo scopo di raccogliere fondi per gli orfani e i disabili del Corpo. Tuttavia, il Pd ne ha chiesto il ritiro, suscitando l'indignazione di Cruciani e di altri esponenti politici. Andrea Delmastro delle Vedove, sottosegretario alla Giustizia con delega alle carceri, ha difeso il calendario, affermando che le critiche del Pd sono infondate e dettate da un'avversione ideologica verso le forze dell'ordine.
In un contesto già segnato da crisi politiche, industriali e sociali, nonché da un sistema carcerario stressato da suicidi, rivolte, aggressioni, evasioni e sovraffollamento, la polemica sul calendario appare, secondo Cruciani, come un ulteriore esempio di ostilità e malevolenza della sinistra italiana nei confronti della Polizia Penitenziaria. Cruciani ha sottolineato come il Pd, invece di concentrarsi sui problemi reali delle carceri italiane, si mobiliti contro un'iniziativa benefica, dimostrando, a suo dire, una mancanza di rispetto per il lavoro e il sacrificio quotidiano dei poliziotti penitenziari.
La questione ha sollevato un acceso dibattito, con Delmastro delle Vedove che ha ribadito l'importanza del calendario come simbolo di solidarietà e sostegno per i membri del Corpo e le loro famiglie.




