Gp Francia, Bagnaia firma la pole a Le Mans: Marquez beffato per 12 millesimi, c’è anche Bezzecchi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il campione piemontese torna a dettare il passo dopo un digiuno che durava dal settembre scorso, quando in Malesia firmò l’ultima partenza al palo. Sul circuito Bugatti, un tracciato che premia la precisione chirurgica più della potenza bruta, Francesco Bagnaia ha stampato un 1’29″634 capace di rispondere alle provocazioni del compagno di scuderia, quel Marc Marquez che nel frattempo – e questa è una delle sottotrame più affascinanti della vigilia – aveva dovuto sudarsi l’accesso alla sessione decisiva attraverso il Q1. E l’aveva fatto nel modo più traumatico possibile: stabilendo un nuovo record della pista (1’29″288) che faceva presagire un facile assolo nel turno conclusivo. Invece no, perché nel momento cruciale del time-attack, quando i cronometri misurano il respiro e il polso del pilota, è arrivata la zampata di Pecco.

Il duello in casa Ducati e il ritorno al vertice

Sono distacchi irreali, quelli che contano nelle qualifiche moderne della top class, e la situazione di Le Mans ne è l’esempio perfetto: Marc Marquez ha dovuto accontentarsi del secondo posto con un ritardo di appena 12 millesimi. Il tempo dell’otto volte campione del mondo, un 1’29″646, sarebbe valso la pole in quasi ogni altra circostanza, ma non oggi. Questa è la trentacinquesima partenza al palo complessiva per Bagnaia nel Motomondiale, la ventottesima specificatamente nella categoria regina, e arriva in un momento stagionale particolare: il #63, nonostante i tre titoli iridati in bacheca, era partito finora con il freno a mano tirato, raccogliendo meno punti del previsto rispetto a un avversario diretto come Marco Bezzecchi.

La prima fila dell’Aprilia e il muro dei millesimi

Proprio il romagnolo, leader del mondiale in sella alla sua Aprilia, completa il quadro dei primi tre con un crono di 1’29″657. Anche per lui il distacco è irrisorio: 23 millesimi dalla vetta, un battito di ciglia che lo costringe a guardare lo spettacolo dalla seconda piazza della prima fila ma che, visto il rendimento delle RS-GP in questo avvio di campionato, rappresenta comunque una posizione di lancio invidiabile in vista sia della Sprint Race di questo pomeriggio sia del lungo giro di domani. Alle loro spalle, a meno di un decimo, si è piazzato Fabio Di Giannantonio, il quarto uomo di un manipolo di velocissimi racchiuso in soli 65 millesimi.

La rimonta di Quartararo e il verdetto della Q1

Prima però c’è stata la formalità del Q1, un turno di “consolazione” che spesso nasconde insidie ma che Marquez ha trasformato in una passerella tecnica. Caduto in una sorta di crisi di rendimento durante le prove del venerdì (tanto da chiudere addirittura fuori dalla top ten nelle pre-qualifiche), lo spagnolo ha dovuto giocarsi il tutto per tutto nella sessione mattutina. L’ha fatto demolendo il precedente record del circuito, un messaggio inequivocabile al box e agli avversari. A fargli compagnia nel salto di qualità è stato Fabio Quartararo, il francese che ha sfruttato il calore del pubblico transalpino per spremere la sua Yamaha e agguantare il sesto posto sulla griglia, affiancando Pedro Acosta (quinto con la KTM) e tenendosi alle spalle un’intera pattuglia di ufficiali.

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