Monica Bellucci racconta Ketticè a Locarno tra crisi e famiglia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Monica Bellucci presenta Ketticè al Festival di Locarno e racconta un personaggio molto lontano dalla sua immagine pubblica, quello di una madre in crisi alle prese con il rapporto con il figlio. L’attrice, arrivata alla presentazione del film di Giovanni Tortorici, ha parlato anche della felicità che prova nel vedere crescere le sue figlie Deva e Léonie, spiegando di sentirsi bella quando è felice. Uno stato d’animo che emerge anche dal suo modo di muoversi e di sorridere davanti ai fotografi, mentre racconta il suo lavoro e la sua vita familiare in una sala da tè svizzera.
La felicità per Monica Bellucci è legata soprattutto all’orgoglio per le sue figlie, Deva, 21 anni, e Léonie, 16, nate dal matrimonio con Vincent Cassel. Entrambe hanno intrapreso un percorso nel mondo dello spettacolo come modelle e attrici: Deva ha debuttato proprio a Locarno con La bella estate nel 2023, mentre Léonie ha recentemente sfilato per Dolce e Gabbana. Il rapporto con le figlie rappresenta per l’attrice un elemento importante del suo equilibrio personale, raccontato insieme alla presentazione di un film che affronta invece una situazione familiare segnata da difficoltà e tensioni.
Monica Bellucci e il ruolo della madre in Ketticè
Nel film Ketticè, opera seconda di Giovanni Tortorici, Monica Bellucci interpreta una donna descritta come sciatta e trasandata, molto diversa dall’icona di stile ed eleganza che l’attrice rappresenta da decenni. Il contrasto è evidente anche durante la presentazione a Locarno, dove ha scelto un look total black in pizzo, senza spalline, con capelli lunghi e sciolti in morbide onde. Una scelta che richiama l’immagine femminile e sofisticata associata alle sue apparizioni pubbliche, mentre sul grande schermo porta invece un personaggio segnato dalla sofferenza.
La protagonista interpretata da Monica Bellucci in Ketticè è una madre e moglie che vive una situazione che considera senza via d’uscita e che rappresenta anche una sorta di gabbia dorata. Il personaggio viene raccontato come una figura quasi caricaturale, capace di urlare e sbraitare ma incapace, secondo la descrizione dell’attrice, di trovare il coraggio per cambiare direzione. Bellucci spiega che questa donna è il prodotto di una cultura, prigioniera di un ruolo sociale e della propria educazione, elementi che influenzano il modo in cui affronta la sua vita e i suoi conflitti.
Ketticè racconta adolescenza, conflitti e cambiamenti
Accanto alla storia della madre interpretata da Monica Bellucci, Ketticè affronta il tema dell’adolescenza attraverso il percorso di un ragazzo borghese di Palermo. Il film racconta il rapporto con una ragazza proletaria e il modo in cui questa amicizia diventa uno spazio di libertà e verità per il giovane protagonista. La pellicola mette al centro i conflitti del tempo presente, osservando le difficoltà che coinvolgono i ragazzi e il contesto sociale nel quale crescono.
La storia presentata a Locarno mostra anche aspetti legati al vuoto educativo, al sessismo nell’industria cinematografica e alla disgregazione sociale che coinvolge i giovani. Ketticè viene descritto come un film capace di unire crudezza e poesia nel raccontare l’adolescenza e le contraddizioni che emergono nei rapporti tra persone, famiglie e ambiente sociale. La partecipazione di Monica Bellucci al progetto si inserisce quindi in un racconto cinematografico distante dai ruoli che hanno costruito la sua immagine pubblica, con un personaggio che affronta fragilità e limiti personali.
Durante la presentazione del film al Festival di Locarno, Monica Bellucci ha quindi affiancato il racconto del suo ruolo in Ketticè alla dimensione privata legata alle sue figlie. Da una parte c’è una donna sullo schermo bloccata dentro una condizione familiare complessa, dall’altra un’attrice che parla dell’orgoglio per il percorso di Deva e Léonie. Due aspetti diversi che si incontrano nella giornata dedicata al film di Giovanni Tortorici, tra cinema, stile e riflessioni sui rapporti familiari.
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