L’Antitrust indaga su Revolut: pratiche scorrette su investimenti e Iban italiani

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Revolut, il colosso fintech che da tempo opera in Italia come banca a tutti gli effetti, è finito nel mirino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per presunte violazioni delle norme a tutela dei consumatori. L’Antitrust ha avviato un’istruttoria, contestando alla società – che vanta oltre 3 milioni di clienti nel nostro paese – l’utilizzo di «messaggi ingannevoli» nella promozione dei servizi d’investimento e l’adozione di «modalità aggressive» nella gestione dei rapporti con gli utenti.

Tra i punti più critici dell’indagine, che potrebbe avere ripercussioni significative sull’operatività della piattaforma, spicca l’accusa di aver omesso informazioni chiare sui requisiti necessari per ottenere un Iban italiano, uno dei cavalli di battaglia della sua strategia di espansione nel mercato nazionale. Molti correntisti, infatti, ignoravano che l’attivazione del codice It – a differenza di quello lituano, legato alla sede legale del gruppo – fosse soggetta a condizioni non adeguatamente comunicate.

Non solo questioni legate all’Iban: l’Antitrust sta esaminando anche le modalità con cui Revolut avrebbe presentato i suoi prodotti d’investimento, inclusi quelli legati a criptovalute e azioni. Secondo l’Autorità, gli utenti sarebbero stati esposti a rischi finanziari senza una sufficiente trasparenza sui costi e sui meccanismi di funzionamento. A ciò si aggiungono le segnalazioni relative a blocchi improvvisi dei conti, spesso privi di una motivazione immediata, che hanno lasciato molti clienti in difficoltà.

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