Revolut sotto inchiesta dell’Antitrust per pratiche scorrette: nel mirino servizi bancari e investimenti
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Redazione Economia
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L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) ha avviato un’istruttoria formale nei confronti di Revolut, il colosso fintech attivo nei servizi bancari digitali e negli investimenti, accusato di aver adottato pratiche commerciali scorrette verso i consumatori italiani. Le società coinvolte – Revolut Group Holdings Ltd, Revolut Bank UAB e Revolut Securities Europe UAB – sono sotto esame per due profili principali: la diffusione di informazioni ritenute ingannevoli sugli investimenti azionari e l’utilizzo di modalità aggressive nella gestione dei rapporti con la clientela.
Nel primo caso, l’Antitrust contesta la pubblicità che promuoveva investimenti "senza commissioni", omettendo di precisare che l’offerta si riferiva esclusivamente alle azioni frazionate, con limitazioni nei diritti degli utenti, e che erano previsti costi aggiuntivi non immediatamente evidenti. Una mancanza di trasparenza che, secondo l’AGCM, avrebbe indotto i clienti a scelte non pienamente consapevoli. Quanto alle accuse di aggressività, invece, l’indagine si concentra sulle dinamiche legate alla gestione dei conti correnti e alla chiarezza delle condizioni contrattuali, sebbene Revolut abbia respinto le contestazioni, dichiarandosi disponibile a collaborare.
Non è la prima volta che la fintech britannica finisce nel mirino dei regolatori. Già in passato, la sua rapidissima espansione – favorita da un’offerta apparentemente semplice e low-cost – aveva sollevato interrogativi sulla correttezza delle comunicazioni commerciali, specie in ambito criptovalute, altro settore oggetto di scrutinio nell’attuale procedura. L’AGCM, che ha condotto ispezioni negli uffici italiani della società, dovrà ora verificare se le condotte contestate abbiano effettivamente violato le norme a tutela della concorrenza e dei consumatori.
Pur evitando toni allarmistici, l’inchiesta riflette le crescenti attenzioni delle autorità verso il settore fintech, sempre più centrale ma ancora poco regolamentato. Revolut, che conta milioni di utenti in Europa, ha costruito la sua fortuna su un modello basato sulla digitalizzazione spinta e su costi contenuti, ma l’equilibrio tra innovazione e tutela degli utenti rimane un terreno delicato, come dimostrano le recenti polemiche sugli IBAN italiani, talvolta generati all’estero con possibili complicazioni per i clienti.




