Esplosione nel porto iraniano di Shahid Rajaei: almeno quattro morti e centinaia di feriti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre i negoziatori iraniani, guidati dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, affrontavano il terzo round di colloqui con la delegazione americana in Oman, un boato improvviso ha squarciato l’aria nel porto di Shahid Rajaei, a Bandar Abbas, nel sud dell’Iran. L’esplosione, che secondo le prime ricostruzioni avrebbe coinvolto un serbatoio di carburante, ha provocato almeno quattro vittime e oltre 500 feriti, come confermato da Babak Mahmoudi, capo dell’organizzazione di soccorso nazionale, in un’intervista alla televisione di Stato.

Lo scalo, situato a circa 1.050 chilometri da Teheran e affacciato sullo Stretto di Hormuz, rappresenta uno dei punti nevralgici per il commercio marittimo iraniano, con un traffico annuo stimato in 80 milioni di tonnellate di merci. Le fiamme divampate dopo il botto hanno reso necessaria l’evacuazione dell’area, mentre i soccorsi cercavano di prestare assistenza ai feriti, molti dei quali in condizioni critiche. Le operazioni portuali sono state immediatamente sospese, e l’entità dei danni materiali – incluso il crollo di un edificio pubblico – lascia presupporre tempi lunghi per il ripristino delle normali attività.

Le autorità hanno avviato un’indagine per accertare le cause dell’incidente, che al momento rimangono ignote. Fonti non ufficiali hanno avanzato l’ipotesi di un possibile coinvolgimento di una nave cargo battente bandiera cinese, ma nessuna conferma è giunta da Pechino. Da parte sua, Israele – spesso accusato dall’Iran di attacchi sabotaggi – ha smentito qualsiasi collegamento con l’accaduto.

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