Parma-Bologna e Milan-Roma, un minuto di silenzio per Giovanni Galeone

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il mondo del calcio italiano, colpito da una notizia che ha spento i riflettori della domenica di campionato, si ferma per rendere omaggio a Giovanni Galeone, scomparso all'età di 84 anni nell'ospedale di Udine, dove era ricoverato da tempo. La Serie A, come appreso dalle disposizioni della lega, osserverà un minuto di raccoglimento a partire dalla gara delle 18 tra Parma e Bologna, per poi ripetersi nel posticipo che vedrà affrontarsi Milan e Roma, in una pausa di commosso rispetto che unirà tifoserie e club. Un gesto doveroso per una figura, la sua, che ha segnato profondamente il calcio nazionale, non solo per i risultati ma per l'impronta tattica, il suo celebre 4-3-3, che divenne un modello ispiratore per molti colleghi.

Il cordoglio dell'Inter e i legami nel mondo dello sport

Attraverso i propri canali ufficiali, anche l'Inter ha voluto esprimere il proprio profondo cordoglio, unendosi al dolore della famiglia e di tutto l'ambiente sportivo in un momento di così grande lutto. “FC Internazionale Milano esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Giovanni Galeone e si stringe alla sua famiglia e a tutto il mondo del calcio”, si legge in una nota che sottolinea il rispetto trasversale di cui godeva. Tra i legami personali più significativi, che danno la misura dell'uomo oltre che del tecnico, spicca quello con l'attuale allenatore del Milan, Max Allegri, il quale, da giovane calciatore, militò sotto la sua guida a Pescara, un sodalizio che andò ben oltre il semplice rapporto professionale.

Una carriera costellata di successi e riconoscimenti

La sua lunga carriera in panchina, che si è conclusa nel 2013 dopo un ultimo periodo alla guida dell'Udinese, è stata caratterizzata da un'eccezionale capacità di costruire squadre competitive e vincenti, come testimoniano le quattro promozioni in Serie A conquistate: due, divenute leggendarie, con il Pescara – nel 1986-87 e nel 1991-92 –, una con l'Udinese e un'altra con il Perugia. A queste esperienze principali si aggiungono anche i passaggi al Napoli, al Como e alla Spal, che completano il ritratto di un allenatore giramondo, sempre rispettato. A Pescara, in particolare, il suo legame con la città e la società è divenuto talmente profondo che, in segno di stima e affetto indelebile, la stazione ferroviaria fu inaugurata alla sua presenza, un onore che pochi, nel mondo dello sport, possono vantare.

Dal rettangolo verde ai riconoscimenti civici

La sua vita nel calcio, che era cominciata da calciatore con le maglie di Ponziana e Udinese, trovò la sua massima espressione e il suo lascito più duraturo nella seconda vita, quella da allenatore. Un percorso, il suo, che lo ha visto toccare diverse società, lasciando ovunque un'impronta di competenza e passione. La sua scomparsa non segna solo la fine di un'epoca per i tifosi delle squadre che ha allenato, ma per l'intero movimento, che perde uno dei suoi pensatori più originali e uno dei suoi personaggi più autentici.

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