Nuovo allarme alimentare, ritirate uova Aia e Selex per rischio salmonella: i lotti e i supermercati coinvolti
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Redazione Economia
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Un nuovo allarme alimentare ha scosso il mondo della grande distribuzione, con il richiamo immediato di alcuni lotti di uova fresche vendute ai marchi Aia e Selex. Il provvedimento, come si legge nelle note diramate dalle catene di supermercati coinvolte e riprese dalle principali agenzie di stampa, è stato disposto a causa di un potenziale rischio microbiologico legato alla possibile contaminazione da Salmonella enteritidis.
L'avviso, che invita i consumatori a prestare la massima attenzione, arriva a poca distanza da un altro richiamo, quello relativo ad alcune partite di riso Carnaroli per presenza di pesticidi, segno di una attenzione crescente sui controlli della filiera agroalimentare.
I lotti di uova ritirati e il codice dello stabilimento
I prodotti finiti nel mirino dei controlli sono riconducibili a un unico centro di produzione, un elemento che ha permesso di circoscrivere rapidamente l'intervento. Tutte le confezioni interessate dal ritiro provengono dallo stabilimento dell'“Agricola Tre Valli società cooperativa”, situato nella provincia di Verona.
Il codice identificativo che contraddistingue la produzione, come specificato sui siti di informazione, è il numero 1IT040VR006; questo codice, che si trova stampigliato direttamente sul guscio delle uova, rappresenta il biglietto da visita dell'allevamento di origine e consente ai consumatori di risalire con certezza alla provenienza del prodotto.
Nel dettaglio, il richiamo riguarda le uova Aia in confezioni da 6 uova per un peso di 220 grammi e da 4 uova per 330 grammi, mentre per il marchio Selex sono coinvolte le confezioni da 4 uova di vario calibro, per un totale di 330 grammi. La data di scadenza è un ulteriore elemento distintivo, fissata al 4 agosto 2026: chi ha in casa uova con questa scadenza e uno dei marchi citati deve verificare la presenza del codice dello stabilimento.
Le catene di supermercati coinvolte e le regioni interessate
L'allarme è stato diffuso attraverso i canali ufficiali delle principali catene della grande distribuzione, che hanno immediatamente attivato le procedure per il ritiro dagli scaffali. Tra le insegne che hanno pubblicato l'avviso figurano Coop, Supermercati Mercatò e Iper, le quali hanno invitato la clientela a non consumare i prodotti e a riportarli in negozio per la sostituzione.
Una precisazione importante, arrivata in particolare dalla rete Coop, riguarda l'ambito territoriale del problema: il ritiro non ha carattere nazionale, ma interessa esclusivamente alcuni punti vendita specifici. Secondo quanto riportato, l'avviso della catena cooperativa è valido soltanto per i negozi situati in Umbria e in Piemonte, circoscrivendo così l'area geografica di maggiore esposizione al rischio per i propri clienti.
Cosa fare se si sono acquistate le uova richiamate
Per i consumatori che dovessero aver già acquistato le confezioni appartenenti ai lotti incriminati, le istruzioni sono chiare e non lasciano spazio a interpretazioni. Le uova non devono essere consumate, né utilizzate per la preparazione di pietanze, nemmeno se sottoposte a cottura; il batterio della Salmonella, sebbene venga normalmente eliminato alle alte temperature, rappresenta comunque un rischio che le autorità preferiscono scongiurare con un ritiro precauzionale.
La procedura consigliata è quella di riportare il prodotto al punto vendita dove è stato effettuato l'acquisto, dove il personale provvederà alla sostituzione della merce o al rimborso. Per qualsiasi chiarimento o dubbio, l'azienda produttrice ha attivato un servizio di assistenza telefonica dedicato, un numero verde che i cittadini possono contattare per ricevere informazioni più dettagliate sul provvedimento.
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