Giovanni Allevi racconta il tumore: «La musica mi ha salvato dalla paura»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Giovanni Allevi ha raccontato il suo rapporto con il tumore e con la paura della morte durante un incontro del Festival Francescano a Bologna, spiegando come la musica e la solidarietà ricevuta durante la malattia lo abbiano aiutato nei momenti più difficili. Il pianista e compositore ha parlato pubblicamente del percorso vissuto dopo la diagnosi di mieloma multiplo che aveva colpito il midollo osseo nel 2022.
Il racconto di Giovanni Allevi sul mieloma multiplo e sulla sofferenza
Dal palco di piazza Maggiore, dove ha partecipato all’incontro “La bellezza che salva: il prodigio di musica e arte” insieme al cardinale Matteo Maria Zuppi, Allevi ha affrontato il tema della malattia attraverso una riflessione personale sulla fragilità e sulla capacità di trasformare il dolore. Il compositore ha spiegato che il periodo più buio legato al tumore è stato segnato dalla paura, ma anche dalla presenza di persone che gli hanno trasmesso sostegno e vicinanza.
Allevi ha raccontato che uno degli aspetti più difficili dopo la scoperta della malattia è stato osservare lo spavento dei suoi familiari. La sofferenza, secondo il musicista, non riguardava soltanto il proprio percorso personale, ma anche l’impatto emotivo sugli affetti più vicini. In quel momento la musica è diventata uno strumento per affrontare la paura e per riscoprire una dimensione più autentica della propria vita.
L’incontro in ematologia che ha cambiato la sua prospettiva
Durante il racconto al Festival Francescano, Allevi ha ricordato un episodio vissuto in ospedale con un anziano incontrato nel reparto di ematologia. L’uomo si era seduto davanti a lui e gli aveva rivolto una frase semplice ma significativa: «Qui siamo tutti uguali». Quel momento, raccontato dal compositore come un’esperienza di grande umanità, gli ha fatto percepire il reparto non soltanto come un luogo legato alla malattia, ma anche come uno spazio dove cadono differenze e ruoli.
Il musicista ha spiegato che quell’incontro gli ha permesso di guardare la propria condizione da una prospettiva diversa, abbandonando alcune delle “maschere” costruite nel corso della vita. La riflessione si è collegata al tema della “sorella morte”, scelto dal Festival Francescano, e alla possibilità di affrontare la paura attraverso una maggiore consapevolezza del valore delle relazioni umane.
La musica come forza per affrontare la malattia
Nel suo intervento Allevi ha ricordato che la musica e la solidarietà di altre persone sono state fondamentali nel momento più complesso della malattia. Il compositore ha raccontato di aver trasformato la paura della morte in una spinta per andare avanti, riscoprendo la capacità di amare sé stesso e gli altri senza i condizionamenti che aveva portato con sé per anni.
Il rapporto tra arte e sofferenza è stato al centro del dialogo con Zuppi, in un confronto dedicato al significato della speranza davanti alle difficoltà personali. Allevi ha descritto la musica come un elemento capace di accompagnarlo durante il percorso della malattia e di ricordargli che la propria identità non coincide esclusivamente con la condizione fisica attraversata.
Nel corso dell’incontro il pianista ha parlato anche del valore della dignità personale e della riscoperta dei rapporti con gli altri, collegando l’esperienza vissuta in ospedale a un cambiamento nel modo di percepire sé stesso. La testimonianza è arrivata davanti al pubblico di Bologna durante un appuntamento dedicato al rapporto tra arte, spiritualità e vita quotidiana.
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