La minaccia di Mojtaba Khamenei: "I criminali che hanno ucciso mio padre non moriranno in pace nei loro letti"
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ROMA – Nel suo primo messaggio dopo i funerali del padre – a cui non ha partecipato evidentemente a causa delle sue precarie condizioni fisiche – la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha promesso di “vendicare il suo sangue innocente”, aggiungendo in un messaggio scritto che “la vendetta è la volontà della nostra nazione”. Khamenei ha espresso la sua gratitudine per la “presenza storica e in grado di spezzare il nemico” di milioni di persone ai funerali di suo padre, assassinato negli attacchi israelo-americani del primo giorno di guerra, alla fine di febbraio. (Agenzia Dire)
Se ne è parlato anche su altre testate
È il figlio di Mostafa Khamenei, il figlio maggiore di Khamenei, e si ritiene che sia il nipote più anziano del defunto leader. Lo riporta l'agenzia di stampa Rokna. (HuffPost Italia)
Nella fila di uomini accuratamente selezionati per guidare la preghiera funebre per Ali Khamenei, spunta una figura dal volto oscurato e un berretto nero: un dettaglio che non è passato inosservato e che ha scatenato un putiferio sui social media, con gli utenti che hanno ipotizzato che il nuovo leader supremo, Mojtaba Khamenei, si fosse nascosto tra i presenti per partecipare al funerale del padre a Mashhad. (Corriere Adriatico)
Promette vendetta la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, in un messaggio diffuso dall'agenza iraniana Fars, in occasione della sepoltura del padre, il leader supremo defunto Ali Khamenei."La vendetta è ciò che chiede la nostra Nazione e deve assolutamente avere luogo", afferma la Guida Suprema che aggunge: "Questi criminali, di cui esiste un elenco completo dall'inizio alla fine, porteranno con loro nella tomba il desiderio di una morte tranquilla". (Il Sole 24 ORE)

(Adnkronos) – Impazza sui social la teoria di un uomo misterioso con il volto oscurato che avrebbe assistito al funerale di Ali Khamenei e che qualcuno ritiene possa essere il figlio Mojtaba. (Il Quotidiano del Sud)
Intanto oggi il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è arrivato a Muscat, in Oman, per gli annunciati colloqui con interlocutori omaniti sugli sviluppi nella regione e in particolare sulla situazione nello Stretto di Hormuz. (Il Roma)
La sua dichiarazione scritta è stata letta e trasmessa dalla televisione di Stato sabato. “È inoltre opportuno, in questa occasione, esprimere sinceramente il nostro apprezzamento per la straordinaria, storica e senza precedenti partecipazione di decine di milioni di persone nelle città e nei villaggi dell’Iran e dell’Iraq, in particolare a Teheran, Qom, Najaf, Karbala e Mashhad”, ha detto. (lapresse.it)




