Colpi di avvertimento dalla fregata russa Admiral Grigorovich contro uno yacht britannico nella Manica, Londra apre un’indagine

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una fregata russa, la Admiral Grigorovich, avrebbe esploso colpi di avvertimento nei confronti di uno yacht battente bandiera britannica, un episodio che ha spinto il ministero della Difesa di Londra ad aprire una formale indagine. La dinamica, ancora al vaglio delle autorità, si sarebbe consumata nelle acque del Canale della Manica, teatro di una crescente tensione tra Mosca e il Regno Unito che, lungi dal limitarsi ai fronti diplomatici o ai cieli ucraini, si manifesta ormai con crescente frequenza nei corridoi marittimi europei.

Secondo le prime ricostruzioni, l'incidente sarebbe avvenuto martedì, intorno alle ore 11:40, a circa 20 miglia nautiche (poco più di 37 chilometri) a sud dell'Isola di Wight, un'area che, pur essendo prossima alle coste britanniche, si trova al di fuori delle acque territoriali del Regno Unito.

L'equipaggio dello yacht, che ha prontamente segnalato l'accaduto alla guardia costiera britannica, ha riferito che i colpi di arma da fuoco sarebbero stati sparati dalla nave militare russa a una distanza ravvicinata, stimata tra i 450 e i 500 metri, un margine di manovra estremamente ridotto se rapportato alle consuete distanze di sicurezza della navigazione internazionale.

Non risultano, al momento, feriti tra i membri dell'equipaggio dello yacht civile né danni allo scafo, e l'imbarcazione, dopo essere stata raggiunta da una lancia della Royal Navy per un controllo di routine e per accertare le condizioni di salute dei naviganti, ha potuto proseguire la sua rotta.

La dinamica dell'incidente e il ruolo della marina britannica

Il ministero della Difesa britannico, attraverso un portavoce, si è limitato a confermare l'avvio di un'inchiesta, dichiarando di stare "indagando su segnalazioni di un incidente nel Canale" senza tuttavia fornire al momento dettagli sulla propria versione dei fatti. La nave da guerra coinvolta, la Admiral Grigorovich, è una fregata classe Admiral della Flotta del Mar Nero, un'unità di circa 3.

620 tonnellate che ha già solcato in passato le acque antistanti il Regno Unito; si tratta di un'imbarcazione di oltre 120 metri di lunghezza, il cui armamento principale include un cannone da 100 mm in grado di sparare 80 colpi al minuto, oltre a missili antinave e da crociera.

Secondo quanto ricostruito, la fregata russa sarebbe stata seguita a distanza, al momento dell'accaduto, da due pattugliatori britannici della classe River, la HMS Mersey e la HMS Tyne, che da tempo monitorano i movimenti delle unità navali russe in transito nel Canale della Manica come parte di una vigilanza quasi permanente. Le autorità britanniche, almeno in questa fase iniziale, sembrano propense a considerare l'episodio come un fatto isolato, non riconducibile ad altre operazioni militari recenti nella zona.

La presenza di navi da guerra russe nelle acque internazionali del Canale della Manica rappresenta del resto una prassi consolidata, e la loro attività è costantemente monitorata, il che rende l'episodio ancora più significativo per la sua potenziale eccezionalità.

La fregata russa e i precedenti nella Manica

La Admiral Grigorovich, assegnata a compiti di pattugliamento e scorta, non è certamente una presenza occasionale in quelle acque: stando alle informazioni raccolte, la nave sarebbe stata recentemente incaricata di scortare alcune petroliere della cosiddetta "flotta ombra" russa attraverso il Canale, una rotta che ha visto intensificarsi il transito di queste imbarcazioni sospettate di violare le sanzioni internazionali.

La fregata, per poter prolungare la propria presenza operativa, sarebbe stata ripetutamente rifornita nelle ultime settimane da una nave appoggio, la PM-82, che le avrebbe garantito viveri e carburante per rimanere costantemente in zona.

Nonostante le fonti difensive britanniche abbiano escluso al momento un collegamento diretto tra i colpi di avvertimento di martedì e l'operazione condotta poche ore prima, domenica, dai Royal Marines, che hanno abbordato la petroliera Smyrtos, anch'essa sospettata di far parte della flotta ombra, il contesto generale resta di forte tensione.

L'operazione di domenica, che ha portato all'arresto del capitano della Smyrtos, è stata la prima del suo genere condotta autonomamente dal Regno Unito per contrastare il traffico di petrolio russo, e rappresenta un significativo inasprimento della linea adottata da Londra.

Indagini in corso e tensione marittima

Il Regno Unito si trova ora ad affrontare le implicazioni di un incidente che coinvolge un'unità militare russa e una barca civile, un evento che, se confermato, segnerebbe un pericoloso precedente nelle interazioni tra Mosca e Londra, spostando il confronto sul piano di un rischio diretto per la navigazione innocente.

La prudenza delle dichiarazioni ufficiali, che si limitano a confermare l'avvio di un'inchiesta senza anticipare conclusioni, lascia intendere la complessità di un caso che tocca delicati equilibri internazionali e che potrebbe avere ripercussioni sulle già logorate relazioni diplomatiche.

L'indagine del ministero della Difesa si concentrerà presumibilmente sulla ricostruzione esatta della sequenza degli eventi e sulle comunicazioni intercorse tra le due imbarcazioni, mentre la Royal Navy continuerà a esercitare la propria sorveglianza sulle acque del Canale, dove le rotte commerciali si intrecciano sempre più spesso con le dinamiche di un confronto che non accenna a placarsi.

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