Orrore in Svezia: strage di ragazzini in una scuola

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nessuno, né gli studenti né gli insegnanti, aveva capito cosa stesse accadendo, almeno non all’inizio. All’interno della scuola comunale Risbergska, situata a Örebro, a circa 200 chilometri a nord di Stoccolma, la normalità di una giornata come tante altre è stata spezzata da un boato improvviso. Poi, le urla. Quelle che si sentono solo nei film dell’orrore, ma che ieri, poco dopo mezzogiorno, hanno riempito i corridoi della scuola, trasformandoli in un incubo reale. Un uomo, armato fino ai denti e apparentemente calmo, ha fatto irruzione nell’istituto, iniziando a sparare all’impazzata con un’arma automatica.

Il killer, un trentacinquenne la cui identità non è ancora stata resa nota, ha agito in silenzio, quasi metodico. «Era vestito di nero, mi sono trovato di fronte a lui: mi ha guardato, non ha detto una parola. Poi ha iniziato a sparare», ha raccontato uno degli studenti, ancora sotto shock. I colpi hanno raggiunto chiunque si trovasse sulla sua traiettoria, lasciando dietro di sé una scia di sangue e corpi senza vita. Le aule, che ospitano non solo giovani ma anche adulti e migranti impegnati nei corsi serali, si sono trasformate in trappole. Mentre alcuni cercavano di fuggire, altri si sono barricati, aspettando l’arrivo dei soccorsi.

La polizia locale e le forze speciali sono intervenute tempestivamente, ma il bilancio è già tragico: almeno dieci morti, mentre il numero dei feriti rimane incerto. Tra le vittime, molti sono ragazzini, colpiti mentre cercavano di mettersi in salvo. La scuola, un luogo che dovrebbe rappresentare sicurezza e crescita, è diventata il teatro di una delle stragi più efferate degli ultimi anni in Svezia.

Non è la prima volta che il Paese scandinavo, spesso associato a un’immagine di pace e prosperità, si trova a fare i conti con episodi di violenza estrema. Già nel 1991, John Ausonius, noto come “L’uomo laser” per l’uso di un fucile dotato di mirino laser, aveva seminato il panico a Stoccolma, prendendo di mira cittadini di origine straniera. Una storia che lo scrittore Gellert Tamas ha raccontato nel suo libro Lasermannen, sottolineando come certi atti di violenza siano spesso alimentati da un clima di paura e odio.

Anche questa volta, le domande sono molte. Chi era l’uomo che ha deciso di trasformare una scuola in un campo di battaglia? Quali motivazioni lo hanno spinto a compiere un gesto così disumano? Le indagini sono ancora in corso, e mentre la polizia cerca di ricostruire i fatti, l’intera città di Örebro è scossa da un dolore che difficilmente potrà essere dimenticato.

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