Nuove prove nel caso di omicidio Yara Gambirasio
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Redazione Interno
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L'omicidio di Yara Gambirasio, una tredicenne di Brembate di Sopra, ha segnato una svolta con la scoperta di 23 nuove provette da diluizione. Queste si aggiungono alle 54 provette contenenti il DNA di "Ignoto 1", identificato geneticamente come Massimo Bossetti. Bossetti, un carpentiere di Brembate di Sopra, sta scontando una condanna definitiva all'ergastolo per l'omicidio.
Nuove prove a disposizione
Gli avvocati di Bossetti hanno promesso di dimostrare che il loro assistito non è "Ignoto 1". Hanno trovato nel materiale visionato "23 diluizioni" oltre ai campioni tra cui vi è la traccia attribuita a Bossetti. Questi campioni, probabilmente deteriorati dopo essere passati dalla temperatura di -80° gradi dell'ospedale San Raffaele di Milano alla temperatura ambiente dell'Ufficio corpi di reato del tribunale di Bergamo, potrebbero essere analizzati nuovamente.
La difesa di Bossetti
La difesa di Massimo Bossetti ha avuto l'opportunità di visionare i reperti che hanno portato alla condanna definitiva all'ergastolo del loro assistito. Questo è avvenuto durante un'udienza in Corte d’Assise a Bergamo, a quasi 14 anni dall’omicidio di Yara Gambirasio. I legali puntano a rimettere in discussione l'esame del DNA e verificare se sia possibile una revisione esplorativa.
Questo sviluppo potrebbe portare a nuovi accertamenti sul DNA nel caso di Yara Gambirasio. La scoperta di queste nuove provette potrebbe aprire la strada a nuove indagini e potenzialmente cambiare il corso del caso.




