Antimafia e conflitti d’interessi, lo scontro in commissione è rinviato
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Redazione Esteri
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Lo scontro in commissione antimafia, latente eppure presente, è stato rinviato alla prossima settimana. La presidente della commissione, Chiara Colosimo, insiste sulla necessità di modificare la legge per includere il conflitto d’interessi tra i motivi di incompatibilità con i lavori della commissione, sia per la partecipazione alle attività sia per la consultazione dei documenti. Questa proposta, ad alto tasso di strumentalizzazione, sembra mirare direttamente ai pentastellati Roberto Scarpinato e Federico Cafiero de Raho. Scarpinato, recentemente al centro di un caso per aver concordato con l’ex pm Gioacchino Natoli (accusato di favoreggiamento alla mafia) le risposte da dare durante un’audizione, e Cafiero de Raho, coinvolto nel caso dei presunti dossieraggi che ha agitato le cronache politiche negli ultimi mesi, sono i principali obiettivi di questa iniziativa.
Il clan del "Fatto Quotidiano" ha reagito con forza alle accuse contro Scarpinato, schierando la sua migliore contraerea per difendere il senatore. L’indagine di Caltanissetta sulla morte di Paolo Borsellino ha colpito nel segno, rivelando che l’ex Pg avrebbe concordato con Natoli cosa dire e cosa no in commissione Antimafia sul dossier Mafia-appalti, scritto dai Ros guidati da Mario Mori e insabbiato dall’ex procuratore capo di Palermo Giuseppe Pignatone, infine archiviato da Scarpinato una volta tumulato Borsellino.
Nel frattempo, l’ufficio di presidenza della commissione Antimafia ha deciso di prendersi qualche giorno per valutare se la modifica al regolamento possa servire a risolvere il conflitto d’interessi dei due parlamentari M5s. L’avvocato Repici, difensore della famiglia Agostino e di Salvatore Borsellino, ha definito la caccia a Scarpinato un’aggressione contro i familiari delle vittime di mafia, chiedendo alla commissione di indagare sul caso Agostino. Repici ha sottolineato che la rappresaglia contro Scarpinato ha motivazioni diverse da quelle esplicitate, legate alla sentenza che ha condannato Scotto, boss legato ad apparati dello Stato, e ha affermato che le intercettazioni con Natoli non hanno nulla a che fare con la strage di via d’Amelio.
In questo contesto, la commissione Antimafia si prepara a votare il nuovo testo martedì prossimo, cercando di svelenire il clima e risolvere le intricate questioni legate al conflitto d’interessi dei due parlamentari.




