Il cibo come nemico invisibile: l’aumento dei disturbi alimentari tra i giovani e le nuove iniziative di sensibilizzazione

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Salute Redazione Salute   -   Quando l’atto più naturale e primario dell’esistenza, quello di nutrirsi, si trasforma in un campo di battaglia quotidiano, fatto di ansie, conteggi ossessivi e privazioni o abbuffate compulsive, ci si trova di fronte a quel male subdolo e spesso silenzioso che risponde al nome di disturbi dell’alimentazione e della nutrizione. Non si tratta di semplici “problemi con il cibo”, come talvolta si tende superficialmente a classificarli, ma di patologie psichiatriche complesse, le quali comportano conseguenze anche gravi sul piano fisico e che richiedono un approccio terapeutico multidisciplinare e prolungato nel tempo. I numeri, d’altronde, raccontano di un fenomeno in costante espansione, che non accenna a diminuire e che colpisce fasce della popolazione sempre più ampie e diversificate, con un’impennata di diagnosi che gli esperti riconducono, in larga parte, al periodo successivo alla pandemia. Il lockdown, con il suo carico di isolamento sociale e ansie per il futuro, ha minato profondamente la sicurezza in se stessi di molti adolescenti e giovani adulti – la fascia d’età compresa tra i 14 e i 25 anni è risultata particolarmente vulnerabile – scatenando o aggravando quelle dinamiche psicologiche che stanno alla base di queste sofferenze.

A testimoniare questa crescita preoccupante, sono i dati forniti dall’Asl Toscana Centro, i quali registrano per il 2025 un significativo incremento delle prime visite presso il Servizio Dan (Disturbi dell’alimentazione e della nutrizione). Sono state 670 le valutazioni iniziali effettuate nel corso dell’ultimo anno, un numero che segna un aumento di cento unità rispetto al 2024 e di ben centocinquanta se paragonato al 2023, a dimostrazione di una curva ascendente che non si arresta. Oltre mille, in totale, le persone attualmente seguite dai servizi sanitari dell’Azienda, un esercito silenzioso di pazienti che provengono in larga parte dall’area fiorentina (53,8%) ma anche dall’Empolese Valdelsa, da Pistoia e, per una quota del 10,9%, dal territorio pratese, dove alla Casa della Salute Prato Est è attiva una delle tre sedi ambulatoriali specialistiche di secondo livello, insieme a quelle dell’ospedale Palagi di Firenze e della Casa della Comunità Gino Strada di Empoli.

L’identikit della sofferenza e la risposta del territorio

All’interno di questi spazi dedicati, opera un’equipe multidisciplinare integrata, composta da psichiatri e neuropsichiatri infantili – questi ultimi fondamentali quando i pazienti sono minorenni –, psicologi, dietisti, infermieri e educatori, i quali lavorano in sinergia per garantire una presa in carico globale e personalizzata. Come spiega Stefano Lucarelli, direttore dell’Ufc disturbi dell’alimentazione dell’Asl, la capacità del sistema sanitario di intercettare i nuovi casi è cresciuta, anche grazie alla maggior sensibilizzazione dei medici di medicina generale e dei pediatri, ma il profilo dei pazienti presenta delle caratteristiche ricorrenti. Nelle adolescenti e nelle giovani donne, la diagnosi più frequente è quella dei disturbi restrittivi, come l’anoressia nervosa, mentre nella fascia attorno ai 25-30 anni prevalgono i casi di bulimia. Oltre i cinquant’anni, invece, il disturbo da alimentazione incontrollata, il cosiddetto binge eating disorder, diventa la diagnosi più comune, a dimostrazione che il malessere non ha età. Il rapporto tra i sessi rimane sbilanciato, con una prevalenza femminile di circa dieci a uno, sebbene si registri un leggero, ma costante, aumento dei casi tra i maschi.

Parallelamente all’impegno delle istituzioni sanitarie pubbliche, si moltiplicano anche le iniziative del privato sociale e delle aziende che scelgono di investire in campagne di sensibilizzazione. In occasione della recente Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, ricorrenza dedicata a questi temi che cade ogni anno il 15 marzo, Casta Diva Group, nell’ambito delle proprie iniziative di responsabilità sociale, ha annunciato una collaborazione con Animenta, un’organizzazione non profit fondata nel 2021 da Aurora Caporossi con l’obiettivo di prevenire, supportare e facilitare l’accesso alle cure per chi soffre di disturbi alimentari. La partnership ha portato alla creazione della campagna social “Non nutrire gli stereotipi”, online dal 10 marzo, che attraverso immagini evocative e headline incisive cerca di rappresentare il disagio invisibile e quotidiano di chi convive con queste patologie: le difficoltà nel fare la spesa, nel vestirsi, nel semplicemente girare per strada, affrontando lo sguardo e il giudizio altrui.

L’impegno silenzioso delle strutture sanitarie

Non solo iniziative di comunicazione, però, perché la lotta contro i disturbi del comportamento alimentare si combatte quotidianamente anche all’interno delle strutture ospedaliere e ambulatoriali sparse sul territorio nazionale. In Lombardia, ad esempio, l’Asst Brianza ha da tempo attivato un ambulatorio dedicato presso l’ospedale di Desio, uno spazio di ascolto e supporto pensato per i ragazzi e le loro famiglie, un punto di riferimento per tutto il territorio che nei giorni della Giornata del Fiocchetto Lilla ha rilanciato la propria attività attraverso i canali social. L’obiettivo, come spiegano i responsabili, è quello di intercettare precocemente un disagio che nella fascia 14-25 anni ha visto un’impennata di diagnosi stimata tra il 30 e il 40% nel periodo post-pandemico, un dato che da solo spiega l’urgenza di mantenere alta l’attenzione e di potenziare i servizi di cura e prevenzione. Il percorso terapeutico, come avviene nei centri specializzati, non si esaurisce in una visita occasionale, ma si articola in una fase di valutazione diagnostica approfondita – che può includere test, colloqui psicologici e valutazioni dietetiche – e, laddove venga diagnosticato un disturbo, nella proposta di un programma di cura personalizzato, modulato sulla gravità clinica e sui bisogni specifici di ogni singola persona.

Description: I disturbi alimentari in aumento tra i giovani: i dati dell'Asl Toscana Centro segnano +150 prime visite in due anni. Le iniziative per la Giornata del Fiocchetto Lilla e l'impegno dei servizi sanitari.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.