Elly Schlein: un anno di leadership invisibile
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Redazione Interno
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Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico (Pd), ha avuto un anno trasparente. Il suo 2023 è iniziato con una vittoria a sorpresa alle primarie del Pd il 27 febbraio, sconfiggendo il grande favorito Stefano Bonaccini. "Non ci hanno visti arrivare", ha detto ironicamente Schlein quel giorno. Tuttavia, dieci mesi dopo, sembra che nessuno l'abbia vista arrivare.
Un anno di aspettative non realizzate
Nonostante l'elezione storica di Schlein, carica di aspettative e speranza, non sono arrivate le proposte, non sono arrivate le idee, non è arrivata la linea al partito, non è arrivato il carisma, non è arrivata l'autorevolezza che il Pd cercava. Schlein doveva portare il Pd sulle piazze per rubare voti al M5S e puntare su temi nuovi, più vicini alla sinistra massimalista che a quella riformista. Invece, ha mostrato un volto diverso: ha costruito, più che distrutto; ha sopito, più che aizzato.
La tentazione a sinistra
La sinistra è specializzata in sconfitte: la vocazione minoritaria è ormai parte essenziale, quasi fondativa, del Pd. Ed è in questo contesto che va inquadrato l'ultimo controsenso. A sinistra serpeggia un'ultima tentazione: quella di tramutare Elly Schlein, segretaria dem, nella paladina dei moderati. Questa è una sfida che Schlein dovrà affrontare nel prossimo anno.
In conclusione, il 2023 di Elly Schlein è stato un anno di invisibilità e di aspettative non realizzate. Il suo futuro politico dipenderà da come riuscirà a rispondere alle sfide che la attendono nel 2024.




