Il principe Harry parla della sua salute mentale: «Sono caduto in depressione dopo il trasferimento in Canada»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il principe Harry ha raccontato per la prima volta in modo dettagliato il periodo di crisi emotiva che ha attraversato dopo aver lasciato il Regno Unito con la duchessa Meghan e il figlio Archie, allora neonato, per trasferirsi sull'isola di Vancouver, in Canada, alla fine del 2019.
Lo ha fatto nel corso di una conversazione con la neuroscienziata Mary-Frances O'Connor per il nuovo ciclo di lezioni online di MasterClass intitolato Redefining Grief: Building Resilience Through Loss, disponibile sulla piattaforma di streaming educativo a partire da giovedì e pubblicato in vista della Giornata mondiale della salute mentale.
Il crollo dell'adrenalina e le due settimane di depressione
«Ci siamo trasferiti in Canada per prenderci un po' di spazio da tutto, semplicemente per riuscire a pensare», ha spiegato il duca di Sussex durante il confronto, definendo il trasferimento un tentativo di allontanarsi da «quell'ambiente stressante in cui presumibilmente il mio corpo era solo pompato di adrenalina». È proprio la brusca interruzione di quel sovraccarico a segnare il punto di svolta: «Nel giro di due o tre giorni ho avvertito questo crollo dell'adrenalina, una sensazione che non avevo mai provato prima».
Harry ha descritto con precisione l'effetto di quello svuotamento: «Era come se avessi bisogno dello stress per avere l'adrenalina che faceva funzionare il mio cervello, perché sono diventato inutile in casa. Sono effettivamente caduto in depressione per circa due settimane e sentivo di non poter funzionare senza adrenalina».
L'infanzia segnata dalla perdita di Diana e gli anni di ottundimento emotivo
La radice di quel rapporto distorto con lo stress risale alla morte della madre, la principessa Diana, avvenuta in un incidente stradale a Parigi nel 1997, quando Harry aveva dodici anni. Il principe ha raccontato di non aver pianto quando apprese la notizia, e di aver versato lacrime soltanto al funerale, per poi non piangere più per quasi vent'anni. «Ero convinto che fosse forza, ma non lo era. Era un ragazzo di dodici anni senza il permesso di crollare e senza una mappa per guarire», ha detto, aggiungendo di aver creduto per un decennio che la madre fosse in realtà ancora viva, che avesse creato quell'uscita di scena per sfuggire a ciò che la stava distruggendo e che prima o poi sarebbe riemersa sotto qualche travestimento per portare via lui e il fratello.
Per anni Harry ha vissuto in uno stato di intorpidimento emotivo, convinto che essere felice equivalesse a tradire la memoria di Diana: «Ho passato così tanto tempo emotivamente insensibile perché mi sentivo sleale e in colpa all'idea di poter essere felice e gioioso senza di lei. Sentivo di dover essere triste e di dover essere emotivamente chiuso per dimostrarle che mi mancava».
Il profumo della madre e la regola dei dieci giorni
La svolta è arrivata anche grazie a un gesto apparentemente semplice, suggerito da un terapeuta: spruzzare su di sé il profumo che Diana usava. «È stato come essere trasportato in un altro tempo», ha raccontato Harry, spiegando che quell'odore ha scardinato come dei mattoni e ha permesso a ricordi ed emozioni a lungo sepolti di riaffiorare. Con il tempo è maturata una consapevolezza diversa: «La realtà è che ho scoperto che lei voleva semplicemente che io fossi felice. È stato un cambiamento mentale enorme per me. Mi ha liberato».
Oggi il duca di Sussex ha stabilito una regola precisa per proteggere il proprio equilibrio, che ha descritto in questi termini: il fattore più importante è l'energia, la gioia e la felicità che trae dallo stare con la famiglia, in particolare con i figli Archie e Lilibet, e dall'impegno sul campo nel suo lavoro. La chiave per mantenere quel bilanciamento, ha spiegato, è non passare più di dieci giorni lontano dalla moglie e dai figli, trovando così una sintesi tra gli impegni professionali, il senso di scopo e il ruolo di padre e marito.
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