Disputa cdp-euronext sulla borsa, mentre gentili mosconi vola e archivia un 2025 da record

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La partita per il vertice di Borsa Italiana si gioca, come spesso accade in questi casi, più negli equilibri azionari che nelle stanze della burocrazza. A complicare il quadro, nelle ultime settimane, è emersa una frattura tra i due principali azionisti della holding europea che controlla la piazza milanese: da un lato Cassa Depositi e Prestiti, dall’altro Euronext. Il fulcro della discordia riguarda la successione di Fabrizio Testa, il cui mandato alla guida della società di gestione del listino scadrà in occasione dell’assemblea dei soci già fissata per il 28 aprile. Testa, che lascerà dopo aver traghettato la realtà italiana nel gruppo paneuropeo, dovrebbe essere sostituito da un profilo capace di tenere insieme le ragioni industriali locali e le strategie del gruppo franco-olandese. CDP, forte di una partecipazione pari a circa l’8,8% nella capogruppo – la stessa che controlla otto listini sul continente – rivendica un ruolo decisionale attivo nella scelta, opponendosi a una linea che vorrebbe ridurre il polo italiano a una mera articolazione periferica.

Il braccio di ferro sul nome e i profili in lizza

A rendere più tesa la trattativa, in queste ore, è la consapevolezza che il nome del nuovo amministratore delegato finirà inevitabilmente per rappresentare un barometro del peso politico della finanza pubblica nel sistema delle infrastrutture di mercato. Tra i candidati emersi con maggiore insistenza, spicca quello di Alessandro Decio, figura già nota agli ambienti finanziari per il suo precedente impegno in ruoli di vertice all’interno di Borsa Italiana, accanto al quale si affiancano altri profili ritenuti tecnici. La partita, del resto, si gioca in un momento delicato: se da un lato CDP punta a garantire continuità e attenzione alle specificità del mercato italiano, dall’altro Euronext cerca di mantenere un approccio accentrato, non disposto a concedere spazi di autonomia gestionale che potrebbero creare un precedente per le altre piazze del gruppo.

Il lusso comasco corre, acquisizioni e crescita a doppia cifra

Mentre le trattative sulla governance si consumano a distanza, i conti di una delle realtà quotate sulla stessa Borsa Italiana raccontano una storia diametralmente opposta a quella delle incertezze societarie. Si è riunito oggi il consiglio di amministrazione di Gentili Mosconi S.p.A., gruppo attivo nella creazione, produzione e personalizzazione di tessuti per i principali player del lusso internazionale, che ha approvato il progetto di bilancio d’esercizio e il bilancio consolidato al 31 dicembre 2025. La società, sbarcata su Euronext Growth Milan nel febbraio 2023 con lo status di società benefit, ha archiviato il periodo in netta accelerazione, registrando ricavi consolidati pari a 54,12 milioni di euro, con un incremento del 30,3% rispetto ai 41,5 milioni dell’anno precedente. Una crescita che il gruppo ha saputo gestire anche in termini di marginalità: l’ebitda rettificato si è attestato a 4,1 milioni, mentre l’ebit riportato ha raggiunto 1,7 milioni.

Le acquisizioni come volano e il consolidamento nei conti

A trainare la performance, in questo caso, non è stata solo la crescita organica ma un’operazione strategica di aggregazione. L’effetto principale sull’accelerazione dei ricavi è stato determinato dal consolidamento, con efficacia dal mese di aprile 2025, di Manifatture Tessili Bianchi 1981. A questa si è aggiunta, nel corso dell’anno, anche l’acquisizione del Lanificio Cesare Gatti, operazioni che hanno permesso al gruppo comasco di ampliare il proprio perimetro produttivo e consolidare la propria offerta a servizio delle grandi maison internazionali. Nel dettaglio, il secondo semestre ha evidenziato una crescita del 13,3%, a dimostrazione di come l’integrazione delle nuove realtà stia procedendo senza scossoni, restituendo un quadro di solidità operativa nonostante la complessità delle operazioni di fusione e integrazione industriale. I dati, approvati dal cda, confermano la capacità del gruppo di tradurre in valore economico la propria posizione di partner privilegiato nel segmento del tessile di lusso, un settore dove la qualità della trasformazione e della personalizzazione rappresentano i veri fattori critici di successo.

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