Udienza ad Amsterdam su Borsa italiana: «Potere di proposta dell’ad spetta a Cdp»

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La clausola, apparentemente tecnica, che tiene in scacco il futuro di Borsa Italiana – e con essa gli equilibri di potere tra i due soci principali – è emersa solo venerdì scorso, nel silenzio ovattato di un’aula del tribunale di Amsterdam. Lì, dove la giurisdizione olandese non prevede contraddittorio, si è presentato unicamente il rappresentante di Cdp Equity, quel Andrea Dardano che ricopre il ruolo di direttore affari legali e societari, per esporre le ragioni a sostegno della propria tesi: la falsariga del patto parasociale siglato nel 2021 con Euronext, rimasto finora segreto, andrebbe interpretata in modo da riconoscere alla Cassa un potere di proposta determinante sulla nomina del prossimo amministratore delegato. Un’azione legale, questa, che rappresenta solo la punta di un conflitto ben più articolato.

Lo scontro sul successore di Testa e la lista dei candidati

Non è un caso, del resto, che tra i candidati sostenuti da Cdp per la poltrona di ceo di Borsa spa spunti proprio il nome di Alessandro Decio, figura nota nell’azionariato di vigilanza. La Cassa, che controlla circa l’8% di Euronext – la holding alla quale fanno capo otto listini europei, incluso quello milanese – non ha alcuna intenzione di restare a guardare mentre si decide chi prenderà il posto di Fabrizio Testa. L’assemblea dei soci convocata per il 28 aprile a Palazzo Mezzanotte sarà quindi il campo di battaglia naturale, ma la vera posta in gioco si gioca già adesso, nei corridoi del tribunale olandese, dove Cdp cerca di far valere un diritto di proposta che Euronext, stando alle ricostruzioni, avrebbe invece tendenza a comprimere.

La partita si allarga: Parzani e Novelli nel mirino

Le turbolenze, però, non si fermano alla successione dell’amministratore delegato. Negli ultimi giorni il fronte dello scontro si è allargato fino a investire due nomi di peso: Claudia Parzani, attuale presidente di Borsa Italiana, e Piero Novelli, il banchiere scelto proprio da Cdp per presiedere il Consiglio di Sorveglianza di Euronext. Una dinamica che rende il rinnovo del board di Borsa spa – in calendario il 28 aprile – sempre più simile a una partita a scacchi dai molteplici vettori di tensione, dove ogni mossa viene studiata in funzione dell’altra. La presidenza Parzani, fino a ieri data per solida, viene ora vista come possibile terreno di mediazione o, al contrario, di ulteriore attrito.

Lo sciopero del 30 aprile e la vertenza sindacale

E mentre i vertici giocano la loro partita tra Amsterdam e Milano, il fronte interno del gruppo scalda i motori. I sindacati – Fabi, First Cisl e Fisac Cgil – hanno infatti proclamato una mezza giornata di sciopero per giovedì 30 aprile, a partire dalla pausa pranzo, coinvolgendo tutte le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo Borsa Italiana-Euronext. La decisione arriva al termine di una procedura di conciliazione svoltasi presso l’Abi a Milano, conclusasi senza che l’azienda abbia fornito risposte concrete sulle questioni al centro della vertenza. Un segnale, questo, che aggiunge ulteriore pressione a un clima già incandescente, dove la governance si intreccia inevitabilmente con le condizioni di chi, ogni giorno, fa funzionare i mercati.

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