Poste dice addio allo Spid gratuito, ma la carta d’identità elettronica resta un'alternativa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’identità digitale Spid, che per anni ha rappresentato una chiave di accesso universale e senza costi ai servizi della pubblica amministrazione, affronta una fase di profonda trasformazione. Poste Italiane, che era rimasto fino all’ultimo baluardo della gratuità tra i principali gestori, ha comunicato l’introduzione di un canone annuale. Questa decisione, che segue di mesi le scelte analoghe di altri provider privati, sancisce la fine di un’epoca per milioni di cittadini abituati a gestire le proprie pratiche online senza alcun esborso. Il cambiamento, annunciato per il 2026, non è tuttavia una novità assoluta nel panorama degli identity provider, alcuni dei quali avevano già iniziato a chiedere contributi, seppur contenati, per specifiche modalità di riconoscimento o per il mantenimento del servizio.

Modalità e tempistiche del nuovo canone

Poste Italiane, attraverso una pagina informativa dedicata, ha chiarito le modalità con cui verrà applicato il pagamento di 6 euro. La nuova tariffa, che non riguarda il primo anno di attivazione del servizio, sarà richiesta a partire dal secondo anno. Nello specifico, per coloro che hanno attivato l’identità digitale PosteID da meno di un anno, il contributo sarà dovuto al momento della scadenza di quel primo periodo; per gli utenti che invece possiedono già lo Spid da più tempo, il pagamento sarà richiesto allo spirare dell’annualità in corso. Si tratta, in ogni caso, di un importo piuttosto contenuto, se paragonato ai costi di gestione del sistema, ma che segna un principio fino a ieri considerato inviolabile.

Le alternative per accedere senza costi

Nonostante questo passaggio storico, la possibilità di accedere ai servizi pubblici digitali in maniera completamente gratuita non viene meno. La carta d’identità elettronica, infatti, equipaggiata con le sue funzioni di identificazione digitale, costituisce un’alternativa solida e a costo zero. Questo strumento, rilasciato dai comuni, permette di autenticarsi su tutti i portali che accettano lo Spid, mantenendo intatta la facilità d’uso e la sicurezza. La sua adozione, che non prevede canoni annuali da parte del cittadino, si profila quindi come l’opzione più diretta per ovviare al nuovo pagamento richiesto dai provider privati, compreso quello di Poste.

Il panorama degli identity provider

La mappa degli identity provider, di conseguenza, appare oggi divisa tra chi continua a offrire il servizio senza costi per l’utente finale e chi, invece, ha implementato modelli a pagamento. PosteID si colloca in questa seconda categoria, seppur con una tariffa annua fissa e di modesta entità. Restano disponibili, comunque, altri gestori che garantiscono l’accesso gratuito, spesso vincolando la gratuità a precise modalità di riconoscimento iniziale, come quello in videoconferenza o tramite altre credenziali bancarie o assicurative. La scelta per l’utente, pertanto, si sposta sulla valutazione tra la comodità di mantenere un’identità già attiva, pagando un piccolo canone, o la volontà di migrare verso un provider che ancora non applica tariffe, o di utilizzare direttamente la Cie.

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