Il busto di Checco Zalone attende ancora una cerimonia, mentre "Buen camino" domina il botteghino
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mentre "Buen camino", la nuova commedia diretta da Gennaro Nunziante, continua la sua marcia trionfale nelle sale cinematografiche, un pezzo di storia più intima e locale legata al suo protagonista, Checco Zalone, aspetta ancora il momento giusto per essere ufficialmente celebrato. Si tratta di un busto in onore del comico pugliese, realizzato addirittura nel 2016, che tuttavia non ha mai vissuto una vera e propria inaugurazione pubblica. A commissionare l'opera, dieci anni fa, fu il Cinema Multiplex Teatro Fasano di Taviano, in provincia di Lecce, su iniziativa del suo titolare Antonio Musticchio, il quale volle così omaggiare non solo l'artista ma anche il fenomeno sociale da lui innescato: la capacità di riempire le sale anche nei centri più piccoli, trasformando la visione di un film in un evento collettivo e condiviso, quasi una ritrovata ritualità.
Un successo che rinnova la magia del cinema
Quel potere di attrazione, che il gestore del cinema salentino aveva colto nel profondo, trova oggi una conferma planetaria nelle cifre stratosferiche dell'ultimo film. Uscito il 25 dicembre, "Buen camino" ha sfruttato in pieno il periodo festivo, costruendo giorno dopo giorno un incasso che ha dell'inverosimile, consolidando una tenuta al botteghino che pochi, ormai, possono permettersi di eguagliare. I dati del primo fine settimana del 2026, dall'1 al 4 gennaio, parlano di un dominio assoluto: in un contesto generale di grande vitalità per le sale italiane, che hanno totalizzato oltre 27 milioni di euro di incasso, la pellicola della coppia Nunziante-Zalone si è distaccata nettamente, diventando il motore principale di un boom di presenze che ha riguardato, seppur in misura minore, anche film di altro genere, più impegnati.
Record su record per una corsa senza freni
La corsa di "Buen camino" non accenna a rallentare, regalando numeri che superano ogni più rosea aspettativa e che, inesorabilmente, scavano il solco nella storia del cinema italiano. Ha superato la soglia dei 53 milioni di euro, posizionandosi saldamente come il secondo film italiano di sempre per incasso, un traguardo che testimonia il legame unico e duraturo tra l'interprete e il suo pubblico. Un successo che, come sottolineano alcuni esercenti, ha trainato l'intero settore in queste festività, polarizzando l'attenzione ma anche creando un clima di ritorno al grande schermo che ha giovato a molte proposte, sebbene il distacco con le altre pellicole in programmazione rimanga abissale.
L'opera d'arte e il fenomeno di massa
In questo contesto di trionfo nazionale, la piccola storia del busto ancora in attesa di una cerimonia ufficiale assume un significato particolare, quasi simbolico. Rappresenta, da una parte, la riconoscenza di un territorio che si identifica in un suo concittadino d'eccezione e, dall'altra, il riconoscimento precoce di un fenomeno che andava ben oltre la semplice comicità. Quell'intuizione, avuta anni fa da un appassionato gestore di cinema di provincia, sulla capacità di Zalone di creare comunità attorno alla pellicola, oggi si misura su scala nazionale, con milioni di biglietti staccati. Mentre le code ai botteghini continuano, l'opera commemorativa resta lì, a ricordare le radici di un successo che ha ridato linfa a un'intera industria, in attesa che qualcuno, finalmente, le tolga il velo.




